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Tutto quello che c’è da sapere sui GP di Formula 1 con Paolo Ciccarone, Diletta Colombo ed Emiliano Perucca Orfei

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DopoGP F1 2022, Suzuka  VERSTAPPEN è due volte CAMPIONE DEL MONDO
Oct 10 2022
DopoGP F1 2022, Suzuka VERSTAPPEN è due volte CAMPIONE DEL MONDO
Max Verstappen bicampione del mondo di F.1. Vince gara e titolo a Suzuka, casa della Honda, in un GP sponsorizzato Honda con una Honda che prima si ritira e poi conferma l'appoggio alla Red Bull fino al 2025 e poi chissà. Una cosa normale, sembrerebbe. Invece no. La disputa del GP, partito con la pioggia e sospeso dopo tre giri, di cui due dietro alla safety car, ripreso dopo due ore e 18 minuti dalla sospensione e ripartito con partenza lanciata e fermata dopo 29 giri, ovvero allo scadere del tempo massimo previsto per una gara di F.1 (due ore in condizioni normali, tre ore con pioggia), ha sempre visto l'olandese davanti a tutti. Quindi, dal punto di vista sportivo nulla da eccepire: è stato bravissimo, specie al primo via quando Leclerc lo ha infilato alla prima curva e Verstappen ha replicato all'esterno con una manovra da applausi a scena aperta.Poi la sospensione, le polemiche per lo svolgimento ridotto, il finale in cui Leclerc, nel difendersi da Perez, ormai senza gomme taglia l'ultima chicane e "accompagna" il messicano verso l'erba, costringendolo all'esterno. Secondo al traguardo, penalizzato dalla giuria e posizione ceduta a Perez. Risultato, il terzo posto di Leclerc a tavolino assegna il mondiale a Verstappen. Questi i fatti, sulle opinioni ci si può scrivere un libro perché alcune cose non hanno convinto. Mettendo in ordine i fattori, si comincia con la gara. La partenza era bagnata ma tutti hanno montato le gomme intermedie quando era chiaro ci volevano le full wet. E infatti, con Sainz che va a sbattere senza nemmeno completare mezzo giro, Vettel per prati, altri in ordine sparso qua e là, l'ingresso della safety car era logico così come la sospensione con bandiera rossa. Si sapeva da prima, quindi perché farli partire subito? Oppure perché non hanno obbligato a montare gomme da bagnato estremo come accaduto nel secondo via, lanciato, con condizioni meteo migliori? Mistero.Altro mistero: bandiera rossa, gara sospesa, e Gasly che arriva a 250 all'ora con trattori contromano che stanno recuperando i rottami di Sainz. Lui che urla e sbraita, ma dal box nessuno gli ha detto niente? Possibile che non sapesse che la gara era interrotta e quindi ha corso un rischio lui e fatto correre ai commissari? Altro punto: visto che la gara era sospesa, perché far entrare subito i trattori? Non c'era fretta e potevano aspettare che tutti fossero ai box. Mah, tanta fretta per stare fermi due ore e mezza a far niente...Ultimo aspetto, l'ultima curva. Che Leclerc ci abbia provato, dopo essersi difeso con una Ferrari mangia gomme, ci sta. All'ultima curva ci avrebbe provato chiunque. Quindi non gli si può imputare niente. Che ci sia un regolamento ben chiaro e con precedenti illustri (vedi Vettel in Canada con Hamilton, e non era l'ultima curva) era evidente. Così come la penalizzazione. E infatti Leclerc non ha aperto bocca, lo ha fatto Mattia Binotto da casa. Logico, deve difendere la squadra e quindi logicamente si appella a tutto. Quindi una federazione che una volta tanto mostra rapidità di decisione, e prima del podio fa capire quale è la classifica (ricordiamo Suzuka 1989 e il tempo trascorso o altre gare più recenti) viene criticata. Se aspetta a prendere una decisione, viene criticata. E le critiche vanno sempre a senso unico: contro la Ferrari. E allora, l'ultima domanda da un GP del Giappone che ha fatto acqua, è la seguente: per quale valida ragione la FIA, Liberty Media e pinco pallino dovrebbero avercela contro la Ferrari che è l'unica squadra che tira il mondiale, fa fare il pieno di tifosi e aumenta l'interesse a livello mondiale? Se qualcuno ha una risposta vera, siamo pronti a rivedere alcuni giudizi precedenti. Grazie
DopoGP F1 2022, Suzuka  VERSTAPPEN è due volte CAMPIONE DEL MONDO
Oct 10 2022
DopoGP F1 2022, Suzuka VERSTAPPEN è due volte CAMPIONE DEL MONDO
Max Verstappen bicampione del mondo di F.1. Vince gara e titolo a Suzuka, casa della Honda, in un GP sponsorizzato Honda con una Honda che prima si ritira e poi conferma l'appoggio alla Red Bull fino al 2025 e poi chissà. Una cosa normale, sembrerebbe. Invece no. La disputa del GP, partito con la pioggia e sospeso dopo tre giri, di cui due dietro alla safety car, ripreso dopo due ore e 18 minuti dalla sospensione e ripartito con partenza lanciata e fermata dopo 29 giri, ovvero allo scadere del tempo massimo previsto per una gara di F.1 (due ore in condizioni normali, tre ore con pioggia), ha sempre visto l'olandese davanti a tutti. Quindi, dal punto di vista sportivo nulla da eccepire: è stato bravissimo, specie al primo via quando Leclerc lo ha infilato alla prima curva e Verstappen ha replicato all'esterno con una manovra da applausi a scena aperta.Poi la sospensione, le polemiche per lo svolgimento ridotto, il finale in cui Leclerc, nel difendersi da Perez, ormai senza gomme taglia l'ultima chicane e "accompagna" il messicano verso l'erba, costringendolo all'esterno. Secondo al traguardo, penalizzato dalla giuria e posizione ceduta a Perez. Risultato, il terzo posto di Leclerc a tavolino assegna il mondiale a Verstappen. Questi i fatti, sulle opinioni ci si può scrivere un libro perché alcune cose non hanno convinto. Mettendo in ordine i fattori, si comincia con la gara. La partenza era bagnata ma tutti hanno montato le gomme intermedie quando era chiaro ci volevano le full wet. E infatti, con Sainz che va a sbattere senza nemmeno completare mezzo giro, Vettel per prati, altri in ordine sparso qua e là, l'ingresso della safety car era logico così come la sospensione con bandiera rossa. Si sapeva da prima, quindi perché farli partire subito? Oppure perché non hanno obbligato a montare gomme da bagnato estremo come accaduto nel secondo via, lanciato, con condizioni meteo migliori? Mistero.Altro mistero: bandiera rossa, gara sospesa, e Gasly che arriva a 250 all'ora con trattori contromano che stanno recuperando i rottami di Sainz. Lui che urla e sbraita, ma dal box nessuno gli ha detto niente? Possibile che non sapesse che la gara era interrotta e quindi ha corso un rischio lui e fatto correre ai commissari? Altro punto: visto che la gara era sospesa, perché far entrare subito i trattori? Non c'era fretta e potevano aspettare che tutti fossero ai box. Mah, tanta fretta per stare fermi due ore e mezza a far niente...Ultimo aspetto, l'ultima curva. Che Leclerc ci abbia provato, dopo essersi difeso con una Ferrari mangia gomme, ci sta. All'ultima curva ci avrebbe provato chiunque. Quindi non gli si può imputare niente. Che ci sia un regolamento ben chiaro e con precedenti illustri (vedi Vettel in Canada con Hamilton, e non era l'ultima curva) era evidente. Così come la penalizzazione. E infatti Leclerc non ha aperto bocca, lo ha fatto Mattia Binotto da casa. Logico, deve difendere la squadra e quindi logicamente si appella a tutto. Quindi una federazione che una volta tanto mostra rapidità di decisione, e prima del podio fa capire quale è la classifica (ricordiamo Suzuka 1989 e il tempo trascorso o altre gare più recenti) viene criticata. Se aspetta a prendere una decisione, viene criticata. E le critiche vanno sempre a senso unico: contro la Ferrari. E allora, l'ultima domanda da un GP del Giappone che ha fatto acqua, è la seguente: per quale valida ragione la FIA, Liberty Media e pinco pallino dovrebbero avercela contro la Ferrari che è l'unica squadra che tira il mondiale, fa fare il pieno di tifosi e aumenta l'interesse a livello mondiale? Se qualcuno ha una risposta vera, siamo pronti a rivedere alcuni giudizi precedenti. Grazie
DopoGP F1 2022, Singapore  Perez VINCE il GP del NULLA COSMICO!
Oct 4 2022
DopoGP F1 2022, Singapore Perez VINCE il GP del NULLA COSMICO!
Una volta era il contorno a giustificare una gara sulle strade di Singapore, ma dopo la pandemia e le varie restrizioni, è venuto a mancare in parte anche quello e la solita inutile colonna di auto in fila, non ha dato quelle emozioni che la Montecarlo dell'est pretende di dare. Alla fine, con la vittoria di Sergio Perez in attesa di giudizio federale (non ha rispettato la norma delle 10 macchine di distanza dalla safety car) davanti alla Ferrari di Charles Leclerc, abbiamo assistito a un'ora e quindici minuti di nulla cosmico. Ovvero, tutti in fila in attesa delle migliori condizioni meteo. Infatti, la gara è partita con un'ora di ritardo per il classico temporale equatoriale. E con la pista bagnata che non si asciugava mai, la partenza e la prima ora e 15 è passata nella noia totale, salvo qualche safety car per rimuovere lo sventurato di turno. Poi, il colpo di coda: con l'ultima safety car, per sistemare le barriere colpite da Tsunoda,Leclerc si è fatto sotto a Perez e con il dubbio di una possibile penalizzazione di 5 secondi (detto via radio dalla Ferrari al suo pilota) abbiamo assistito a 12 giri di gara vera. Cioè i due hanno tirato come matti, ruote bloccate, sbandate, controsterzi. Quello che si chiede a un GP e a piloti professionisti. Poi il crollo: Leclerc che ha mollato il colpo e Perez che vince con 7,6 secondi di vantaggio. Abbastanza per far fronte a una possibile penalizzazione decisa dalla giuria. Che per inciso, probabilmente dormiva alla grande se dopo 50 minuti dall'episodio incriminato, non aveva ancora preso una decisione e aveva rimandato tutto al dopo gara. Questa in sintesi la cronaca di quanto accaduto a Singapore, un GP che meriterebbe di essere rivisto. Per la lunghezza e inutilità del tracciato, con curve tutte uguali ma con percorsi obbligati da fare. Visto che pagano pure gli hotel attorno alla pista, si è gentilmente pensato di farci passare il tracciato. E così curve piccole e strette, tratti senza significato. E durata di due ore garantita con i giri percorsi quasi sempre inferiori ai 60 programmati. Ma la chiave di volta, di questo GP, sta tutto nella partenza.E' lì che la Ferrari e Leclerc si sono giocati il risultato. Infatti, a parità di tempo di reazione fra Charles e Perez (0,29 secondi) la Red Bull ha impiegato due decimi in meno da 0 a 100 all'ora, segno di una trazione e di una mappatura del motore ed elettronica migliore della Ferrari. E lo si è visto in quei famosi 12 giri di corsa ravvicinata, con Leclerc che pur aprendo il DRS, l'ala mobile, non riusciva mai a raggiungere Perez per tentare un sorpasso: "Non so se sia merito della trazione o del motore" dice imbarazzato Adrian Newey, il papà di questa Red Bull piglia tutto. Veramente lo sa ma non vuole dirlo..."Sì vero, lo so ma non voglio dirlo. Diciamo però che Ferrari, pur potendo essere più veloce in fondo al dritto, non aveva la possibilità di prenderci perché noi, col nostro assetto, eravamo più rapidi in ripresa. Come si è visto al via". Quindi se Leclerc fosse rimasto davanti al via sarebbe cambiato qualcosa? "Probabilmente avrebbe vinto lui, quindi dire che la corsa si è decisa alla partenza è corretto".Degli altri poco da dire: Verstappen è sembrato ciccio pasticcio per gli errori a ripetizione: da una partenza al rallentatore, agli errori in frenata e spiattellamento delle gomme. Ha colto un settimo posto all'ultimo giro superando Vettel mentre il giro prima era stato Hamilton, altro pasticcione (con toccata contro le barriere e lungo in frenata) per non dire di Russell che ha concluso in fondo la giornata no della Mercedes. Il duello in cui 12 titoli mondiali lottavano per la settima posizione, fa capire il livello della gara. Sul podio anche Carlos Sainz, una gara anonima e incolore, come Norris e Ricciardo, che almeno con le McLaren hanno ottenuto un quarto e un quinto posto di rilievo. Domenica si replica in Giappone, a casa Honda, e vincere il titolo mondiale lì potrebbe essere forse la spiegazione di quanto avvenuto a Verstappen a Singapore. Pensiamo male? Ma no, in F1 non serve pensare. Lo fanno già...
DopoGP F1 2022, Monza  La SAFETY CAR c'è ma la ROSSA no...
Sep 12 2022
DopoGP F1 2022, Monza La SAFETY CAR c'è ma la ROSSA no...
AMonza s'impone Max Verstappen: è stato il pilota della Red Bull ad aggiudicarsi il Gran Premio d'Italia, sedicesima prova del mondiale 2022 di Formula 1. Quella di Monza è la sua trentunesima vittoria della carriera, raggiungendo Nigel Mansell l'undicesima stagionale. Verstappen protagonista di un'altra rimonta come all'Hungaroring e Spa, ha preceduto uno sfortunato Charles Leclerc, penalizzato dalla virtual safety car, tolta quando stava facendo il pit stop. Stesso discorso per Carlos Sainz autore della miglior gara in Ferrari, rimontando quattordici posizioni rispetto alle qualifiche, che non ha potuto attaccare George Russell che completa il podio. Bel recupero anche di Lewis Hamilton quinto davanti a Sergio Perez, ritirato alla sua ultima Monza Sebastian Vettel, così come Fernando Alonso. Al via Leclerc resiste a Russell e prende la testa della corsa seguiti da Ricciardo, Gasly e Verstappen. Leclerc prova a scappare, ma Verstappen glielo impedisce superando con facilità Gasly e Ricciardo. Oltre all'olandese a regalare spettacolo è Sainz, che di forza si libera di Perez, e guadagna diverse posizioni con una serie di sorpassi. Verstappen non perde tempo e dopo aver fatto il giro veloce supera Russell, e si lancia alla caccia di Leclerc. Stesso discorso per Sainz che passando le Aston Martin, Zhou, De Vries e Alonso, salendo in sesta posizione. Verstappen invece si avvicina a Leclerc, riducendo il gap ad 1.5, con Perez che si sacrifica anticipando il pit stop per vedere come vanno le hard. Il messicano all'uscita dai box ha fiamme sull'anteriore destra, che risolve dopo qualche curva, mentre continua lo show di Sainz che fa esplodere i tifosi della Ferrari superando anche Norris, e Gasly. Nel momento in cui Sainz porta l'attacco al francese, finisce l'ultima Monza di Vettel, e viene applicata la procedura della virtual safety car. Leclerc tenta di approfittarne per fare il pit stop al 13° giro, ma proprio quando è ai box la gara riparte, e torna in pista quarto precedendo Ricciardo. A permettergli di mandare in temperature le gomme ci pensa Sainz che supera Ricciardo, con Verstappen che senza traffico può imporre il suo ritmo e vola sul passo dell'1.25 alto. Verstappen continua ad essere l'unico a girare sull'1.25 con Leclerc che riesce a guadagnargli soltanto qualche decimo a giro, e con il suo ingegnere vedendo il ritmo del rivale e come vanno le soft, decide di andare sulle due soste. Invece Verstappen allunga il suo stint fino al 26°giro, e Leclerc torna leader della gara. Alle loro spalle nuovo duello fra Hamilton e Alonso, con l'inglese che supera con facilità il rivale, conquistando la sesta posizione. Verstappen appena torna in pista con una serie di giri veloci guadagna un secondo al giro a Leclerc, che quando vede il rischio di uscire dai box dietro a Russell alla 34° tornata fa il secondo pit stop. Invece anche Alonso che in precedenza si era lamentato di problemi alla macchina, è costretto al ritiro. Sainz dopo aver fatto la sosta passa di nuovo di forza Perez, e Hamilton compie un doppio sorpasso su Norris e Gasly. Verstappen nonostante gomme usate prima gira sullo stesso passo di Leclerc, e poi perde soltanto mezzo secondo al giro. Leclerc risponde con una serie di giri veloci e inizia a ridurre il gap ma Verstappen prosegue a girare su un passo costante impressionate, con Sainz che mette nel mirino il gradino più basso del podio di Russell. Il ritiro di Ricciardo sembra poter riaprire la gara nel 47° giro, con Verstappen, Leclerc, Russell e Sainz che fanno il pit stop. Invece la difficoltà della safety car, a ricompattare il gruppo fa sì che la corsa non riparta tra i fischi dal pubblico. Verstappen può festeggiare la prima vittoria a Monza, e la quarta consecutiva, davanti ad un furioso Leclerc, Russell, Sainz, Hamilton e Perez. Completano la top Norris, Gasly, De Vries che va a punti alla prima gara in Formula 1, e Zhou. Undicesimo Ocon seguito da Schumacher, un anonimo Bottas, Tsunoda, Latifi e Magnussen.
DopoGP F1 2022, GP d'Olanda  A Zandvoort stravince (sempre lui) Max Verstappen
Sep 5 2022
DopoGP F1 2022, GP d'Olanda A Zandvoort stravince (sempre lui) Max Verstappen
Altra Domenica difficile per la Ferrari in Olanda, con una F1-75 che anche su una pista sulla carta perfetta per le sue caratteristiche, che fa aumentare la preoccupazione in vista del Gran Premio d'Italia. Oltre a non riuscire a contrastre il padrone di casa Max Verstappen, la Rossa è stata più lenta anche delle due Mercedes, e soltanto il talento di Charles Leclerc l'ha portata sul podio, mentre la corsa di Carlos Sainz è stata rovinata da errori nelle due soste che lo hanno fatto scivolare all'ottavo posto. Situazione che ricorda quanto successo nel 2018 quando dopo l'errore di Sebastian Vettel ad Hockenheim, la Ferrari crollò. La stessa cosa sta accanendo quest'anno dal Paul Ricard quando Leclerc andò a muro, e da quella gara, la F1-75 non ha avuto più le stesse prestazioni, mentre Red Bull e Mercedes sono cresciute. Invece Verstappen ha regalato nuovamente spettacolo vincendo la gara di casa, superando come ad Abu Dhabi Lewis Hamilton, che insieme alla Ferrari è l'altro sconfitto di giornata, visto che è stato battuto dal compagno di squadra George Russell, e si è dovuto accontentare della quarta posizione.La Ferrari ha illuso per qualche giro, con Leclerc che dopo aver provato ad attaccare Verstappen, riusciva a tenere il suo passo. Invece dalla dodicesima tornata Verstappen allungava, mentre Leclerc era costretto ad alzare il suo ritmo, a causa di una F1-75 che ancora una volta non riusciva a gestire le gomme come la RB18, quando ad inizio stagione era il suo punto di forza. Problema peggiorato nelle ultime due gare, lasciando sempre più pensare sia dovuto alla direttiva TD39, oltre ad aggiornamenti che hanno fatto perdere l'equilibrio aerodinamico alla F1-75. Più in difficoltà Sainz che non ha mai avuto il ritmo del compagno così come Perez, e lo spagnolo veniva messo sotto pressione da Hamilton il quale ha cercato di sorprendere Verstappen insieme a Russell allungano il primo stint.La Ferrari andava ancora più in crisi con le medie, e Leclerc perdeva definitivamente contatto da Verstappen. Gli avversari dell'olandese diventavano i due piloti Mercedes, con Hamilton e Russell che con le hard volavano ed erano i più veloci in pista, girando tre e cinque decimi più rapidi di Verstappen. Infatti la W13 come ha dimostrato nelle altre gare, sul passo è più competitiva del giro secco, e come le altre Frecce d'Argento con le gomme dure cambiava ritmo.Verstappen approfittando della virtual safety car causata da Tsunoda rimane in testa, ed anche le Mercedes anticipano la sosta per stare davanti a Leclerc. A parità di gomme la Mercedes dimostra di essere la seconda forza, avendo un passo ancora migliore di Verstappen che stava gestendo un vantaggio di undici secondi su Hamilton. Invece sulla Ferrari come già era successo a Budapest la hard non funziona, con Leclerc e Sainz che oltre ad accusare un distacco di un secondo da Verstappen e le Mercedes, girano più lenti anche di Perez.La gara si riapre quando Bottas parcheggia la macchina sul rettilineo. Proprio come ad Abu Dhabi Verstappen fa il pit stop, tornando in pista mentre Hamilton prosegue, a differenza di Russell che farà la scelta giusta. Hamilton alla ripartenza perde subito la prima posizione, con Verstappen che si riprendere la leadership della gara dimostrando ancora una volta la forza della RB18 superandolo anche senza DRS con facilità. L'inglese viene passato anche dal compagno di squadra Russell e da Leclerc. Nonostante il podio per la Ferrari anche questo stint è negativo, con Leclerc che a parità di mescola, oltre a prendere un secondo da Verstappen, ha un passo di sette decimi più lento di quello di Russell. Verstappen dimostra ancora una volta che è lui a fare la differenza, con Perez che non ha mai avuto il suo passo, e alla ripartenza è stato superato da Sainz, e soltanto per la penalità della spagnolo taglia il traguardo quinto.
DopoGP F1 2022, SPA  Max Verstappen è su un altro pianeta...
Aug 29 2022
DopoGP F1 2022, SPA Max Verstappen è su un altro pianeta...
Nuova impresa a Spa di Max Verstappen, che partendo dal fondo della griglia è riuscito a vincere, con una prestazione impressionante che entra di diritto nella storia della Formula 1, effettuando la rimonta più veloce di sempre. La grande gara dell'olandese oltre che del suo talento, è merito della RB18, che a Spa è stata superiore in tutte le condizioni alla Ferrari, e per la prima volta in questa stagione è nettamente piu' veloce della F1-75. Sergio Perez ha completato la prova di forza e la doppietta della Red Bull, non riuscendo a contrastare Verstappen, tagliando il traguardo con un distacco di diciotto secondi. Per la Ferrari quella in Belgio è la sconfitta più pesante della stagione, nonostante avesse sacrificato le qualifiche per la gara ed era convinta con il caldo di poter ribaltare la situazione, ed invece ha sofferto per tutta la corsa di usura gomme, con Carlos Sainz che è riuscito a difendere il gradino più basso del podio, precedendo George Russell. Ancora peggio è andata a Charles Leclerc, condizionato dalla visiera a strappo di Verstappen finita nella presa del freno anteriore destro, ed ha visto vanificare la sua rimonta per la decisione della Ferrari di cambiargli le gomme per tentare il giro veloce a due giri dalla bandiera a scacchi, ed invece è stato penalizzato di cinque secondi per aver superato i limiti di velocità nella corsia dei box.La gara per la Ferrari sembrava essere iniziata bene, con Sainz che in partenza ha difeso la prima posizione e allungare su Perez. Invece lo spagnolo fin dai primi giri ha iniziato ad andare in crisi con le gomme, che l'hanno costretto ad alzare il suo passo e a dover anticipare la sosta. Problemi inaspettati per la Ferrari, che in qualifica aveva giustificato il distacco di sei decimi presi da Verstappen, con la scelta di andare su un assetto mirato per la gara, aumentando rispetto a Venerdì il carico aerodinamico. All'inseguimento di Sainz oltre a Perez arrivava Verstappen, che aveva già dato una prima dimostrazione della sua superiorità, girando sugli stessi tempi dello spagnolo nonostante i tanti piloti superati. La Mercedes ancora una volta in gara si trasforma, con Russell che a parità di mescola ha avuto nel primo stint un passo di due decimi più lento di Sainz. Invece Leclerc è costretto a ricostruire la gara con una serie di sorpassi che lo riportano in zona punti.Lo show di Verstappen prosegue all'inizio del secondo stint, e dopo aver inflitto un secondo e due a Sainz lo supera, andando al comando della gara. Da quel momento Verstappen martella sull'1.52 basso, passo che solo lui riuscirà a tenere, mentre i suoi avversari non riescono ad avvicinare quei tempi. Invece Sainz è sempre più in difficoltà e lento, ed oltre a vedere andare in fuga Verstappen e Perez, è più lento anche di Russell che si avvicina. Il grande campanello d'allarme per la Rossa della gara di Spa, è che la F1-75 perdeva dalle Red Bull e da Russell nel T2, settore caratterizzato da molte curve punto forte della Ferrari. Proprio il gap accusato in questo tratto di pista può essere spiegato dalla direttiva TD39, ma la controprova si avrà a Zandvoort pista nella quale il carico aerodinamico sarà fondamentale, anche perchè Leclerc ha avuto un ritmo migliore del compagno di squadra.Verstappen vola anche nel terzo stint, rifilando sotto la bandiera a scacchi diciotto secondi a Perez. Alle loro spalle Sainz che sembrava essere sempre in crisi con le gomme, chiedendo al suo ingegnere se era possibile fare un'altra sosta, visto che perdeva quattro decimi al giro da Russell, ed invece nel finale è riuscito a migliorare i suoi tempi ed allungare e mettere al sicuro il podio. Sainz salvava la gara Ferrari, che con Leclerc commetteva un altro errore di strategia, facendogli effettuare il pit stop quando non aveva il margine per stare davanti ad Alonso, e dopo aver riconquistato la quinta posizione a poche curve dal traguardo, viene penalizzato di cinque secondi e retrocesso in sesta posizione.
DopoGP F1 2022, Ungheria  Strategie FERRARI a raccontarle NON ci si crede
Aug 4 2022
DopoGP F1 2022, Ungheria Strategie FERRARI a raccontarle NON ci si crede
Alla Red Bull è bastato un solo giro in Ungheria per capire che le gomme hard non rappresentavano una soluzione percorribile nel GP di ieri. Dopo la gara, sia Max Verstappen che Chris Horner hanno rivelato che la strategia iniziale della scuderia di Milton Keynes si basava sull’impiego delle bianche nel primo stint. Ma dopo aver accusato difficoltà nel mandare in temperatura le soft guadagnando la via dello schieramento, la Red Bull si è resa conto che la hard, soprattutto tenendo conto del potenziale arrivo della pioggia, non doveva essere usata.“Sarebbe stato assurdo cominciare la gara con le hard, soprattutto considerando il meteo – ha commentato Chris Horner ad Autosport -. Abbiamo deciso di far partire entrambi i piloti con la soft, il che implicava due soste. Ma siamo riusciti a far funzionare la nostra visione, eseguita alla perfezione”. “La nostra strategia è andata a farsi benedire dopo i giri verso lo schieramento – ha spiegato Verstappen ad Autosport – abbiamo dovuto cambiarla in corsa, scegliendo una diversa. Ma non penso che sia così difficile per il team. Sono flessibili, e sanno come lavorare”.Una flessibilità, quella sottolineata da Verstappen, che evidentemente la Ferrari esibisce solo nel reagire di istinto alle chiamate della Red Bull. Il muretto della Rossa non ha fatto tesoro di quanto stava accadendo in pista calibrando la strategia di Charles Leclerc, nonostante i riscontri che arrivavano dalle due Alpine e dalla Haas di Kevin Magnussen, in palese difficoltà nella gestione della hard. Il compound più duro della gamma scelta da Pirelli, assai complesso da portare nella corretta finestra di utilizzo e vulnerabile a eventuali neutralizzazioni, nonché a un peggioramento del meteo, avrebbe avuto flebili potenzialità solo nel caso di una strategia a una sosta.L’ammissione di colpa della Ferrari non è arrivata dalle dichiarazioni del team principal Mattia Binotto, lesto a sottolineare le difficoltà prestazionali di una Ferrari penalizzata dalle basse temperature anziché toccare il punto dolente della strategia, ma ben prima. La sosta di Leclerc per montare le soft è la dimostrazione della scelta infelice di una Ferrari che si ostina a giocare in modo conservativo con le sue chiamate del muretto, senza avere mai il coraggio di osare. La Rossa interviene in corsa solo per coprirsi dall’avversario, finendo per infilarsi in gineprai da cui non riesce ad uscire. E così la paura di sbagliare induce effettivamente all’errore.La Red Bull ha un faro nella notte che la guida nelle strategie. Si chiama Hannah Schmitz, numero uno delle chiamate della scuderia di Milton Keynes. In Red Bull dal 2009, è la mente che gestisce il manipolo di uomini incaricati di tirare fuori il coniglio dal cilindro. Senza mai perdere la lucidità. Lo ha sottolineato Verstappen a The Race. “Hannah è stata incredibilmente calma oggi. È straordinaria”. Così come lo è il suo esempio per le bambine e le ragazzine di oggi, che possono contare su un caso concreto e di successo per tentare una strada che è tutt’ora considerata da molti una prerogativa da uomini. L’importanza della rappresentazione sfuggirà a molti, ma ha una potenza incredibile.Spostandoci dalla questione prettamente strategica alle prestazioni, chi sottolinea il passo con le rosse di Sainz, incapace di tenere testa a un arrembante Lewis Hamilton, osserva la monoposto sbagliata. Dopo aver montato le soft, Leclerc si è prodotto in un ritmo incalzante, che non è purtroppo servito a nulla. Se avesse allungato lo stint con le medie, anziché marcare a uomo Verstappen, forse la gara sarebbe terminata diversamente. Non c’è dubbio sul fatto che la Ferrari abbia risentito delle temperature basse, e non è la prima volta che succede, nel 2022. Ma la Red Bull, in occasioni in cui si è rivelata manifestamente inferiore – vedi Monaco – ha osato il tutto per tutto, centrando l’obiettivo. E anche questa è una delle caratteristiche imprescindibili di un top team.
DopoGP F1 2022, Francia  LECLERC a MURO. Vince Verstappen. Mondiale finito
Jul 26 2022
DopoGP F1 2022, Francia LECLERC a MURO. Vince Verstappen. Mondiale finito
La Ferrari può davvero lottare per il mondiale nel 2022? È questa la domanda che risuonava ai tempi delle prime trionfali uscite di una F1-75 nata sotto una buona stella, a differenza delle monoposto che l’avevano immediatamente preceduta. Il mosaico per conquistare un’iride, però, è molto più complesso della sola performance della vettura. E il caso della Rossa lo esemplifica alla perfezione. Per imporsi su una concorrenza agguerrita – e preparatissima per una lotta mondiale, peraltro – come la Red Bull è necessario molto altro. Serve essere impeccabili dal punto di vista strategico, senza aver paura di osare quando necessario, né tantomeno di rimanere sui binari della ragione nel caso in cui eventi esterni spariglino le carte in tavola. Bisogna avere una visione chiara dell’assetto della scuderia, senza avere paura di scontentare qualcuno per il bene comune e lasciando che eventuali discussioni avvengano a porte chiuse. Fronti, questi, su cui la Rossa nel 2022 non è stata impeccabile.Ma è necessaria anche l’affidabilità. I tecnici preferiscono avere una vettura prestazionale, ma fraglie, che lenta ed efficiente. D’altronde, è più semplice aggiustare la prima della seconda, intervenendo in corsa durante il campionato. Sbilanciare il delicato equilibrio tra performance e affidabilità, però, è un rischio che non sempre porta i suoi frutti. La Ferrari non poteva fare altrimenti, nel 2022. Il congelamento dei motori comportava un’inevitabile audacia per non rimanere relegati in posizioni da comprimario nei prossimi anni. I punti persi nella prima parte della stagione per la mancata tenuta della F1-75, però, sono troppi.Ultimo fattore, ma non meno importante, è la perfezione dei piloti. Nell’economia di una stagione, un errore da penna blu come quello di Leclerc in Francia è accettabile. Ma diventa devastante nel caso in cui il contesto non lasci spazio a sbavature di queste proporzioni. Se la F1-75 fosse stata affidabile quanto performante, e il team sempre preciso nelle scelte, Leclerc avrebbe potuto permettersi un errore del genere senza dover prorompere in un urlo che ben rappresentava la sua rabbia nei propri confronti. Ma la realtà è ben diversa. Dopo una domenica in cui si è nuovamente raccolto molto meno di quanto sia stato seminato, è difficile vedere il lato positivo della situazione per i tifosi della Ferrari, piegati da anni di delusioni devastanti. Per trovarlo, vale la pena riavvolgere il nastro alla fine dello scorso anno. Dopo un terzo posto nel mondiale costruttori non degno del proprio blasone, ma nettamente migliore rispetto al nadir del 2020, la Ferrari poteva sperare di rivelarsi l’outsider nel 2022 solo a patto di superare di slancio le aspettative. E così è stato. Ciò che la Ferrari ha colto nella prima parte di campionato lascia l’amaro in bocca, ma è sintomo di una grande crescita. La cattiva notizia è che la Ferrari è ancora troppo acerba per poter lottare per il mondiale. La buona, però, è che ha tutte le carte in regola – e le risorse – per imparare dai propri errori e costruire qualcosa di grande nel breve termine. Dopo tre lustri di digiuno di vittorie, esortare i tifosi della Rossa a pazientare ancora può sembrare una richiesta fuori luogo. Ma la verità è che la Ferrari deve solo lavorare di fino per tornare ad essere una superpotenza della F1. Basta avere il coraggio di cambiare alcune cose. E l’umiltà di imparare dai propri errori.
DopoGP F1 2022 Austria  LECLERC vince, anzi STRAVINCE!
Jul 11 2022
DopoGP F1 2022 Austria LECLERC vince, anzi STRAVINCE!
Prova di forza ma anche rimpianti per la Ferrari nel Gran Premio d'Austria, con Charles Leclerc protagonista di una prestazione superlativa, superando ben tre volte Max Verstappen in pista. Il monegasco ha cancellato nonostante un brivido nel finale per un problema all'acceleratore, la delusione per Silverstone e le ultime cinque gare tornando alla vittoria, è salito al secondo posto della classifica piloti, riducendo il distacco da Verstappen a meno 38. La Scuderia di Maranello ancora una volta raccoglie meno di quanto meritasse, con una F1-75 perfetta come a Melbourne e più veloce per tutta la corsa rispetto alla Red Bull gestendo meglio le gomme, ma a causa di un nuovo problema d'affidabilità, non ha consentito a Carlos Sainz di farle piazzare l'uno-due, e guadagnare più punti a Leclerc. Proprio il ritiro dello spagnolo ha permesso a Verstappen di limitare i danni, ed a Lewis Hamilton di conquistare il terzo podio di fila e battere nuovamente George Russell, che ha perso il duello con il compagno di squadra, a causa della penalizzazione per il contatto nel primo giro con Sergio Perez.Il capolavoro di Leclerc nasce in partenza, quando a differenza della Sprint Race non prova a superare al via Verstappen, ma cerca di rimanergli vicino e mettergli pressione. Verstappen prova a sfruttare la forza della Red Bull nel primo giro e sul dritto, e far finire Leclerc fuori dalla zona DRS, ma non ci riesce. La F1-75 come aveva già dimostrato a Baku con la nuova ala posteriore ha recuperato il gap di efficienza aerodinamica della RB18, ed ha un passo migliore con Leclerc che rimane sempre a mezzo secondo da Verstappen che è in crisi con le gomme. Leclerc rompe gli indugi nel 12° giro, ma il primo attacco non va a buon fine con Verstappen che resiste, arrendendosi nella 14° tornata quando il pilota della Ferrari si prende con un sorpasso perfetto la leadership della gara. Leclerc rompe gli indugi anche perchè Sainz che all'inizio non riusciva a tenere il loro passo, si stava avvicinando e nel 10° giro aveva guadagnato mezzo secondo.Da quel momento Ferrari e Verstappen vanno su due strategie diverse, e il secondo stint è poco indicativo. Verstappen anche con le Hard dopo qualche giro inizia a lamentare vibrazioni alle gomme, probabilmente dovuto ad set-up sbagliato dalla Red Bull che ha sbilanciato la RB18, e a temperature più basse rispetto a qualifiche e Sprint. Invece se Leclerc una volta che ha superato Verstappen per la seconda volta, amministra il vantaggio e cerca di gestire le gomme, Sainz migliora il suo ritmo e gira sui tempi di Leclerc, ed è di qualche millesimo più veloce.La forza della Ferrari è ancora più netta nel terzo stint, dove Verstappen nonostante run più brevi di Leclerc e Sainz non riesce a tenere il loro ritmo. L'olandese sempre in crisi con le gomme è costretto a subire il terzo sorpasso di Leclerc che vola, e Sainz lo mette nel mirino. Sainz quando ormai era pronto ad attaccare Verstappen viene tradito dalla F1-75 con il retrotreno della Ferrari numero 55 che va in fiamme, costringendolo al ritiro ed a dire addio probabilmente alle sue speranze di tornare in corsa per il mondiale, e a scendere di corsa dalla vettura.La Ferrari quando viene applicata la procedura della virtual safety car a differenza di Silverstone decide di far cambiare le gomme a Leclerc e non cadere nel tranello dei meccanici Red Bull, che avevano finto di tornare ai box nella speranza che il monegasco rimanesse in pista. La gara però come già era successo tante volte quest'anno, sembrava voltare le spalle alla Ferrari, con Leclerc che via radio chiede di controllare la macchina, per un problema all'acceleratore. Quando la corsa riparte Leclerc fa una nuova magia, nonostante l'acceleratore rimanga aperto anche in curva, riesce ad impedire a Verstappen di approfittare del suo problemi, e riporta la Ferrari nel giorno del 90° anniversario del Cavallino Rampante alla vittoria in Austria dopo 19 anni.
DopoGP F1 2022 Silverstone  Sainz VINCE ma la strategia in FERRARI non è da mondiale...
Jul 5 2022
DopoGP F1 2022 Silverstone Sainz VINCE ma la strategia in FERRARI non è da mondiale...
Gran Premio della Gran Bretagna che ha regalato forti emozioni, con il bruttissimo incidente al via fortunatamente senza conseguenze, ed una gara spettacolare decisa negli ultimi giri. Domenica dai due volti in casa Ferrari, che vince in casa della Red Bull e della Mercedes, ma penalizzando Charles Leclerc. Sul gradino più alto del podio è salito Carlos Sainz, che dopo aver ceduto la prima posizione al compagno di squadra l'ha riconquistata alla ripartenza, prendendosi di forza la prima vittoria della carriera in Formula 1. Successo arrivato grazie alla decisione della Ferrari di fargli effettuare il pit stop quando è entrata in pista la safety car, a differenza di Charles Leclerc che come a Monaco per una strategia sbagliata del muretto, non sfrutta i problemi di Max Verstappen per guadagnargli punti. Ad approfittare dell'errore della Scuderia di Maranello sono stati Sergio Perez che da ultimo, dopo il contatto con Leclerc ha tagliato il traguardo secondo, e Lewis Hamilton autore della sua migliore prestazione stagionale, che gli ha permesso di salire sul podio nella gara di casa.La corsa per la Ferrari si era messa bene all'11° giro, quando Verstappen, che fino a quel momento sembrava avere un passo migliore delle rosse, improvvisamente rallenta, Sainz si riprende la leadership della gara, e Leclerc sale al secondo posto. E' proprio in quel momento che c'è stata la prima incertezza del muretto Ferrari, Leclerc nonostante abbia perso del carico aereodinamico nel contatto con Perez, è più veloce di Sainz, ed Hamilton si avvicina a suon di giri veloci. Leclerc quando ha pista libera per il pit stop di Sainz, per essere rimasto troppo vicino al compagno di squadra, ha gomme molto rovinate e non può rispondere ai tempi di Hamilton. La Mercedes a Silverstone per la prima volta è stata la macchina più forte in pista, avendo un ritmo di tre decimi migliore della Ferrari, con Hamilton che oltre ad avere il miglior passo con le medie, è riuscito ad allungare il primo stint, confermandosi un maestro nella gestione gomme.La Ferrari come già era accaduto a Montreal cambia marcia quando monta le hard. Però l'incertezza al muretto anche all'inizio del secondo stint, con Sainz che è ancora più lento di Leclerc il quale chiede di poter attaccare, ma il suo ingegnere gli dà l'ok soltanto al trentunesimo giro. Leclerc quando va in testa vola allungando con facilità, avendo un passo di sei decimi migliore di quello di Sainz. Nelle poche tornate fatte con gomme bianche, Hamilton è stato più veloce delle Ferrari avendo pneumatici più freschi, e puntava proprio su questo per andare all'attacco di Leclerc e Sainz nel finale. Poco attendibile il passo della Red Bull nella seconda parte di gara, con Perez impegnato nella rimonta, e Verstappen in grande difficoltà per un problema al fondo.Leclerc quando Esteban Ocon, dopo aver superato Verstappen parcheggia la macchina in pista, era saldamente in testa con un vantaggio di 4.2 su Sainz, 6.1 e 28.8 nei confronti di Hamilton e Perez. Sia al pit stop che alla ripartenza, e come a Montecarlo viene ribadito quale sia il grande problema in casa Ferrari: le gerarchie. Quando c'è l'ingresso della safety la Ferrari preferisce non fare un doppio pit stop, mettendo in difficoltà Leclerc, visto che oltre ad avere due mescole di svantaggio, per mandare in temperatura le hard ci vogliono alcuni giri. La Ferrari ha provato a rimediare chiedendo a Sainz di coprire le spalle a Leclerc, ma lo spagnolo non ha accettato l'ordine scuderia ed ha attaccato il compagno di squadra alla ripartenza e conquistando la vittoria. Situazione nettamente diversa, da quanto successo in Red Bull a Baku, nonostante Perez sia in corsa per il mondiale gli è stato chiesto di lasciare passare Verstappen, proprio come avveniva ai tempi di Michael Schumacher. La Ferrari ha vinto a Silverstone, ma non con il pilota che sta lottando per il titolo, e a fine stagione questi punti potrebbero essere decisivi, con il grande rischio di aver deteriorato i rapporti fra la squadra e Leclerc.
DopoGP F1 2022 Baku  DISASTRO Ferrari Vince Max Verstappen
Jun 14 2022
DopoGP F1 2022 Baku DISASTRO Ferrari Vince Max Verstappen
BAKU - Se vuoi vincere le gare, prima devi finirle. E' un vecchio adagio delle corse che si sposa perfettamente con la situazione della Ferrari, ancora una volta KO con entrambe le vetture e, cosa più grave, ancora una volta con Leclerc in testa alla corsa, proprio come in Spagna. Che ci sia un problema tecnico è evidente. Oltre alle due rosse anche Alfa Romeo e Haas si sono ritirate per problemi legati alla power unit. In Spagna erano stati tre i motori rotti fra Ferrari e team clienti, a Baku il bollettino si è allungato e se si aggiunge che anche Montecarlo ha avuto le sue vittime, nonostante non sia pista di motore, appare evidente che le prestazioni ci sono, manca l'affidabilità.Se si tratta di un particolare difettoso, il guasto sarebbe facile da individuare e risolvere. Se invece sono vari problemi, dall'impianto idraulico al turbo o al recupero di energia, ebbene diventa difficile capire dove mettere le mani con l'aggravante che domenica si corre in Canada e non c'è tempo per risolvere niente. Per cui meglio incrociare le dita e sperare in bene. Se la parte meccanica è stato il tallone di Achille della Ferrari, gli aspetti positivi sono le prestazioni. Sia in qualifica sia in gara, per quei 20 giri almeno, Leclerc era veloce e quindi la macchina c'è. Stavolta pure la strategia col pit anticipato è stata buona, visto che con quelle gomme non solo Leclerc avrebbe dovuto fermarsi ancora (impensabile fare 40 giri con lo stesso treno) ma si sarebbe trovato davanti alle due Red Bull e pure loro avrebbero dovuto fermarsi una volta. Quindi l'idea era buona e indovinata.Riassumendo: piloti in forma (almeno Leclerc perché Sainz cede spesso sul più bello), macchina competitiva e strategia indovinata. Peccato che la parte negativa riguardi la meccanica, che ha ceduto. Come dicono quelli esperti di corse, se hai una macchina veloce che si rompe, la puoi sempre irrobustire, se ne hai una lenta che non si rompe, non è detto tu riesca a renderla veloce. Ecco, a Maranello devono irrobustire. E visto che in Bahrain e Jeddah, a parità di piste calde e impegnative col motore, la Ferrari era davanti, urge riprendere il filo del discorso e riportare le cose come stavano.
DopoGP F1 Monaco 2022  Non lo MERITAVI Charles Vince Perez DISASTRO FERRARI
Jun 1 2022
DopoGP F1 Monaco 2022 Non lo MERITAVI Charles Vince Perez DISASTRO FERRARI
Il Gran Premio di Monaco 2022 di Formula 1 va in archivio con la vittoria di Sergio Perez e una coda lunga di polemiche che affronteremo in separata sede. Perché qui vi racconteremo i nostri top e flop della corsa nel Principato. E allora, bando agli indugi.Top: Sergio PerezSul podio, Perez era visibilmente commosso. Perché con il successo di ieri ha sorpassato Pedro Rodriguez, l'uomo a cui si ispirava il casco che indossava a Monaco, diventando il pilota messicano più vincente in F1. Un traguardo che può sembrare minuscolo. Ma non lo è per l'unico pilota dell'America Latina in F1 oggi. Top: Charles LeclercLa forza di Charles Leclerc sulle stradine che lo hanno visto bimbo sta tutta in quel giro strozzato da una bandiera rossa in qualifica. Talmente straripante da valergli quattro decimi di vantaggio sulla concorrenza nella parte completata. Ma quel non finito così esaltante, che faceva brillare gli occhi a Charles post qualifica, non era premessa di un successo, ma di un altro impeto destinato a essere smorzato dalle circostanze. La scarsa lungimiranza strategica della Rossa lo ha relegato ai piedi del podio in una corsa che, vista la velocità della Ferrari, avrebbe dovuto portare a casa senza un plissé. L'ancora di Charles è il suo grande talento. Per vincere un mondiale, però, non basta solo questo. Top: Fernando AlonsoDicevamo pocanzi che a Monaco non importa quanto si sia più veloci degli altri, se non si riesce a passare. Quel vecchio volpone di Fernando Alonso, forte della sua pluridecennale esperienza sulla pista del Principato, lo sa benissimo. E così ha deciso di girare con fierezza due secondi più lentamente della concorrenza, togliendosi la soddisfazione di tenersi alle spalle una sua vecchia conoscenza, quel Lewis Hamilton che, di fatto, è una delle sue vittime preferite.Flop: muretto FerrariPer vincere il mondiale di Formula 1 il talento dei piloti e la bontà delle monoposto non sono sufficienti. Il mosaico per un team di successo è formato da tanti altri tasselli, uno dei più importanti dei quali è indubbiamente la strategia. La mancanza di tempismo e di lungimiranza del muretto Ferrari in questo ambito è ormai un problema cronico, visto che si ripresenta ciclicamente da anni.Flop: Daniel RicciardoSentendo parlare Daniel Ricciardo in conferenza a Monaco, abbiamo provato un moto di tenerezza nel vedergli brillare gli occhi descrivendo la pista su cui ha colto alcune tra le migliori prestazioni in carriera. Ed è per questo che fa ancora più male vederlo annaspare verso il fondo della griglia, mentre il suo compagno di squadra si dimostra efficace nonostante non sia al 100% della condizione a causa di una tonsillite. Flop: Mick SchumacherGli incidenti sono un imprevisto che i team mettono in conto nell’allocazione del budget per una stagione. Ma quando i botti si fanno più frequenti, e pure violenti, è inevitabile che costituiscano un’emergenza finanziaria. Lo schianto contro le barriere di Mick Schumacher a Monaco potrebbe costare alla Haas oltre un milione di euro. La monoposto tranciata in due è una metafora efficace di quello che potrebbe restare a breve della carriera di Schumacher in F1.
DopoGP F1 2022 GP di SPAGNA  Che PECCATO Charles Vince Verstappen
May 24 2022
DopoGP F1 2022 GP di SPAGNA Che PECCATO Charles Vince Verstappen
BARCELLONA - Un nooo gridato via radio al suo box e il sogno di vincere il GP di Spagna è svanito per Charles Leclerc. Il 27 giro si è rivelato fatale per la Ferrari, che in queste gare aveva mostrato una affidabilità unica e imbattibile, portando sempre in fondo alle gare il monegasco. Con la vittoria di Max Verstappen davanti al compagno Sergio Perez, il mondiale è più aperto che mai con uno zero in casella per Leclerc che compensa i due zeri registrati da Verstappen. La doppietta Red Bull è maturata con un gioco di squadra in cui il team ha saputo giostrare e sopperire al problema tecnico di Verstappen, alle prese con il DRS rotto (l'ala mobile posteriore) e cambiare le posizioni con Perez, andato al comando, dimostrando così di avere in casa due piloti complementari che sopperiscono ai problemi di ognuno.Ferrari invece deve consolarsi col quarto posto di Sainz dopo che lo spagnolo ha avuto problemi in partenza e sul finire era stato pure superato da Hamilton per la quarta piazza. E parlando di Hamilton e Mercedes, sul podio è salito anche George Russell, con una gara grintosa, priva di sbavature ma, cosa più importante, con un ritmo mostruoso specialmente da parte di Hamilton. Infatti alla terza curva Lewis è stato toccato da Magnussen, è tornato ai box e ripartito con oltre 50 secondi di distacco dal vertice. Il suo ritmo di gara e la risalita fino al quarto posto, a pochi secondi dal compagno Russell, è stata impressionante. Proprio negli ultimi due giri ha dovuto mollare per l'aumento delle temperature che hanno consigliato di tirare i remi in barca e cedere la posizione a Sainz.Detto del recupero Mercedes, con un Russell che ha messo a dura prova Verstappen, la gara sembrava decisa fin dalla prima curva a vantaggio della Ferrari di Leclerc, partito al palo e rimasto in testa alla prima curva. Il ritmo di gara non era esaltante ma riusciva a controllare Verstappen e Russell mentre Sainz, con la partenza ritardata, era finito subito dietro. Poi il primo episodio chiave al 6 giro Sainz finiva in testacoda e riusciva a ripartire dalla sabbia ma ormai le posizioni di testa erano andate. Due giri dopo, stessa curva, toccava a Verstappen incappare nello stesso errore e perdere la posizione su Russell che reggeva bene il ritmo di Leclerc. Poi il fattaccio: "No, no, noooo" via radio di Leclerc al 27.giro faceva capire qualcosa di grave sulla Ferrari e infatti era costretto al ritiro. "Lunedì il motore sarà a Maranello e faremo una indagine per capire cosa sia successo, per ora non posso dire nè ipotizzare niente" ha detto il responsabile della GES Mattia Binotto. A quel punto, con Russell davanti e Perez in rimonta, Verstappen veniva richiamato ai box per cambiare la strategia, anche perché col DRS rotto non riusciva a superare la Mercedes.In Red Bull lasciavano il compito a Perez, che eseguiva perfettamente, al pit stop Verstappen passava finalmente Russell e a quel punto la Red Bull chiedeva al messicano di farsi da parte: "Grazie compagno, grazie davvero" ha detto via radio Verstappen a Perez che con questo sacrificio ha mostrato di essere un vero uomo squadra e la Red Bull con una formazione capace di intercambiare i piloti all'occorrenza mentre la Ferrari, perso Leclerc, non aveva Sainz dietro per giocarsi la vittoria, cosa difficile visto che è mancato il passo al di là dell'errore. Domenica prossima si corre a Montecarlo, gara di casa, nel vero senso della parola, di Leclerc con la sua grande voglia di rivincita mondiale. Altri eroi di giornata: Alonso, partito ultimo e arrivato 9 e senza un problema al pit stop poteva fare meglio e Bottas che era 4 con l'Alfa Romeo Sauber che ha concluso 6 col calo di gomme sul finire di gara.
DopoGP F1 Imola 2022  Quando il PREDESTINATO è Max Verstappen
Apr 27 2022
DopoGP F1 Imola 2022 Quando il PREDESTINATO è Max Verstappen
Dominio di Max Verstappen ad Imola, che ha completato la tripletta conquistando dopo pole, Sprint race anche la gara, rispondendo alla prova di forza di Charles Leclerc a Melbourne, raggiungendolo a quota due vittorie stagionali. Sergio Perez ha permesso alla Red Bull di piazzare la prima doppietta in casa di una Ferrari lontana dai livelli dell'Australia, e che ha pagato la giornata negativa dei suoi piloti. Se Leclerc ha sbagliato la partenza e per cercare di superare Perez è andato a muro e ha visto scendere a 27 i punti di vantaggio su Verstappen, Carlos Sainz per il contatto con Daniel Ricciardo si è dovuto subito ritirare come a Melbourne. Hanno approfittato del primo passaggio a vuoto di Leclerc, Lando Norris per salire sul podio, e George Russell che si è aggiudicato nettamente il confronto con un Lewis Hamilton sempre più in crisi con la W13.Il momento decisivo della corsa è al via quando Verstappen difende la prima posizione, mentre Leclerc viene superato da Perez e Norris e scivola in quarta posizione. Infatti Leclerc non appena si libera di Norris inizia a girare sui tempi della Red Bul ed a ridurre il distacco su Perez. Invece Verstappen ne approfitta per andare in fuga grazie ad una Red Bull che anche sul bagnato come in tutto il week end è stata una macchina ben bilanciata e la più forte ad Imola.Il primo pit stop è stato un altro momento importante della gara. Se Verstappen torna in pista sempre in prima posizione, la decisione della Red Bull di anticipare la sosta di Perez sembrava non essere stata una mossa giusta. Leclerc quando esce dai box è davanti al messicano, ma non con un margine di sicurezza che gli consenta di scaldare bene le gomme, e deve cedere la seconda posizione, a causa di un pit stop non perfetto come negli altri Gran Premi della Ferrari più lento di un secondo di quello della Red Bull. Verstappen ribadisce sull'asciutto come nella Sprint race, che la Red Bull ha imparato dagli errori di Melbourne e grazie anche alla riduzione del peso, ha fatto un grande passo in avanti. Però Leclerc dimostra che fra Ferrari e Red Bull il divario non è quello visto in gara, considerando che non ha sofferto di graining come Sabato e nel secondo stint è stato più veloce di Perez, ma per la superiorità della RB18 sul dritto rispetto alla F1-75, e l'impossibilità di usare il DRS non ha potuto provare il sorpasso.La Ferrari va sulla tattica delle due soste con Leclerc per cercare di sorprendere la la Red Bull che però risponde subito. Leclerc appena supera Norris si riavvicina nuovamente a Perez, ma questi giri sono la fotografia di come il dominio di Melbourne, abbia dato troppe certezze alla Ferrari che ha deciso di non portare aggiornamenti ad Imola. La F1-75 tranne nelle FP1 è mai stata più veloce della RB18 come a Melbourne, e costringe Leclerc che non si accontenta del terzo posto, a tentare il tutto per tutto per superare Perez e commette un errore andando a muro alla Variante Bassa, ed è costretto al terzo pit stop per cambiare l'ala, e alla rimonta nel finale per limitare i danni. Grande prestazione di Norris, che oltre ad approfittare dell'errore di Leclerc per salire sul podio, dimostrando ancora una volta di essere uno dei piloti più forti sul bagnato, ha confermato la McLaren come terza forza del campionato. Ancora una volta Russell salva la Mercedes, piazzandola al quinto posto grazie ad una grande partenza e difendendosi nel finale da Valtteri Bottas, mentre Hamilton continua soffrire il porpoising più del compagno di squadra che gli ha impedito di superare Pierre Gasly in tutto il secondo stint. Bella gara anche per Sebastian Vettel che sfruttando la pioggia e poi difendendosi sull'asciutto ha riportato l'Aston Martin in top ten come nelle qualifiche.
DopoGP F1 2022, Australia | Leclerc: "Questa Ferrari è una BESTIA..." TOP Vittoria!
Apr 12 2022
DopoGP F1 2022, Australia | Leclerc: "Questa Ferrari è una BESTIA..." TOP Vittoria!
Rossa come il fuoco e nera come la paura che incute agli avversari: vedendo la Ferrari F1-75 il giorno della sua presentazione, con le sue forme sinuose e aggressive e la livrea rossonera, non potevano che venire in mente le parole che Herbert Kilpin usò all’atto della creazione del Milan. La F1-75 non ha solo l’aspetto da diavolessa, però. Lo è davvero, in pista. Tagliente e precisa, con la sua impeccabile trazione, la monoposto della Rossa eccelle in particolare nelle curve lente e in accelerazione, ma è completa in tutto. Merito sia di una filosofia aerodinamica e meccanica azzeccata, che di un motore che non ha nulla da invidiare all’omologo di casa Honda a livello di performance, e che lo surclassa in termini di affidabilità.Il destino ha voluto che la diabolica monoposto della Ferrari unisse le forze con un angelo. Charles Leclerc, il ragazzo che tutte le madri sognerebbero come genero, capace di rapire sia la loro attenzione che quella delle loro figlie, ha il volto di un principe delle favole, ma la determinazione d’acciaio, temprato com'è dal dolore di perdite pesanti, che l'hanno piegato, ma non spezzato. Di angelico, però, nel 2022 sembra avere anche la disposizione. In pista, appare tranquillo, capace di misurare alla perfezione i propri sforzi, senza eccedere in aggressività. È persino moderato nei festeggiamenti dopo le sue vittorie, come se sentisse di trovarsi in un ambiente naturale, nella condizione che gli appartiene. Non ha bisogno di strafare, Charles. Nella F1-75 ha trovato la sua metà perfetta.Ciò che poteva rappresentare il suo limite più grande, quell’ardore agonistico che lo spingeva oltre il limite delle potenzialità della sua monoposto, inducendolo all'errore, è sparito nel momento in cui si è ritrovato per le mani una vettura che risponde perfettamente alle sue esigenze, scorrevole e docile pur nella sua indubbia potenza. E con la F1-75 si forma il ritratto di un pilota diverso, sicuramente più maturo, non più tormentato dall’impossibilità di cogliere quei risultati che per un talento come lui sono naturali.Leclerc, però, rifugge l’idea di un Charles 2.0. Dice di essere sempre stato così. E a ben vedere, ha ragione. È una questione di percezione. Lui lo sapeva già, come sarebbero andate le cose. Noi no. Potevamo solo intuirlo. Per comprendere appieno la caratura di Leclerc, già intravista con lampi di talento puro anche negli anni più bui con la Ferrari, serviva una monoposto come la F1-75, capace di evidenziare la differenza tra un ottimo pilota – come il compagno di squadra di Leclerc, Carlos Sainz – e un fuoriclasse, come Charles. E con la diavolessa F1-75, ad avere foga non è più Leclerc, ma Sainz. Carlos sta reagendo con l’impazienza che turbava Charles gli scorsi anni, perché sente sfuggirgli dalle mani un ruolo alla pari con Leclerc. Sainz si trova nel momento più difficile della sua esperienza con la Ferrari, alle prese con l’esplosione della supernova Leclerc e con una trattativa per il rinnovo del contratto che non lo vede nella posizione di forza ottenuta lo scorso anno da formichina. Perché Leclerc non è più una cicala. Sainz dovrà prendere coscienza del fatto di non potersi esprimere allo stesso livello di Leclerc. Valtteri Bottas lo ha spiegato bene, parlando del confronto con Lewis Hamilton: prima o poi, nella carriera di un pilota, può capitare di trovare qualcuno semplicemente migliore di te. E l’unica soluzione, in questi casi, è accettarlo. Solo così Carlos si metterà nella condizione di togliersi delle soddisfazioni. Con la F1-75, anche lui può partecipare alla festa Rossa. Ma non nel ruolo che avrebbe sperato. Perché la diavolessa ha scelto l’angelo.
DopoGP F1 2022, Jeddah | Verstappen VINCE, Leclerc CONVINCE in Arabia Saudita
Mar 29 2022
DopoGP F1 2022, Jeddah | Verstappen VINCE, Leclerc CONVINCE in Arabia Saudita
Nella seconda gara del mondiale Max Verstappen si prende la rivincita vincendo il Gran Premio dell'Arabia Saudita, confermando di essere l'uomo da battere per il titolo, beffando a tre giri dal termine Charles Leclerc. Per la Ferrari il bilancio è comunque positivo, su una pista più adatta alle caratteristiche della Red Bull ha allungato nella classifica costruttori, portando di nuovo due piloti sul podio con Carlos Sainz terzo precedendo Sergio Perez. Altra gara anonima per la Mercedes con George Russell quinto, mentre Lewis Hamilton dopo le brutte qualifiche di Sabato, non è andato oltre il decimo posto.Nel primo stint, Perez dopo aver difeso la prima posizione al via, riesce ad allungare, con Leclerc che dopo alcuni giri cambia marcia e si avvicina al passo del messicano, e nel momento in cui viene applicata per la prima volta la virtual safety car, ha un distacco di tre secondi. Verstappen che in partenza aveva superato Sainz, nei primi giri con le medie ha avuto le stesse difficoltà di Sabato, non avendo lo stesso ritmo del compagno di squadra. Sainz come in Bahrain ad inizio gara non ha il passo di Leclerc, e perde contatto dai primi tre. Primo stint dai due volti per la Mercedes con Russell, che con una mescola di vantaggio è più lento di tre decimi di Hamilton che era partito con le hard.Dopo la prima sosta la gara cambia. Perez viene penalizzato dalla virtual safety car, con Leclerc, Verstappen e Sainz che rientrati il giro successivo lo passano. Da quel momento la corsa diventa il secondo round del Bahrain, con la sfida fra Leclerc e Verstappen, per la vittoria. La Ferrari conferma di avere qualcosa in più sul passo della Red Bull anche con le dure, con Leclerc che dopo aver tenuto dietro alla ripartenza Verstappen prima dei ritiri di Ricciardo, Alonso e Bottas allunga, e Sainz che è l'unico a tenere il ritmo che stacca Perez. Non migliora la situazione per Russell, che ha un passo di un secondo superiore a quello di Leclerc e Verstappen.La virtual safety car questa volta penalizza Leclerc, che quando viene data bandiera verde, si ritrova Verstappen alle sue spalle. Fra i due nasce una nuova grande sfida in cui viene premiata la scelta della Red Bull di scaricare la macchina per avere più velocità di punta in rettilineo, mentre la Ferrari aveva puntato su una vettura più carica. Verstappen dopo due grandi difese di Leclerc, si prende la leadership delle gara, anche sfruttando la doppia bandiera gialla nell'ultimo giro, che impedisce al rivale di provare a riprendersi la prima posizione. La Ferrari conferma di aver sofferto più della Red Bull a mandare in temperatura alla ripartenza le hard, con Perez tornato sui livelli di inizio gara che mette pressione a Sainz, il quale riesce a difendere il terzo posto. In difficoltà anche negli ultimi giri Russell, mentre Hamilton paga il ritardo con cui gli è stato chiesto di fare la sosta quando la pit lane era chiusa, riuscendo soltanto ad entrare in zona punti.
DopoGP F1 2022, Bahrain | STRAVINCONO Leclerc e la Ferrari!
Mar 25 2022
DopoGP F1 2022, Bahrain | STRAVINCONO Leclerc e la Ferrari!
Alla fine, dopo anni di tormentone, al ragazzo monegasco vestito di rosso è stata data la famigerata macchina. E Charles Leclerc non ha disatteso le aspettative, nel Gran Premio del Bahrain 2022 di Formula 1. Potendo finalmente contare su una monoposto, la F1-75, dotata di un ottimo motore e con basi telaistiche e di aerodinamica assai efficaci, Charles non ha affatto peccato di foga, come era costretto a fare quando cercava di portare vetture mediocri là dove ragionevolmente non potevano stare. Mantenendo un encomiabile sangue freddo, Leclerc ha dosato alla perfezione l'aggressività, nella lotta contro Max Verstappen. Il Leclerc di qualche tempo fa, dopo i sorpassi in curva 1 da parte del campione del mondo in carica, avrebbe tentato il tutto per tutto subito. Non è stato così in Bahrain. Anziché incaponirsi in un tentativo di controsorpasso immediato, Charles ha deciso di aspettare, assicurandosi di essere in zona DRS nel rettifilo che porta a curva 4, in modo tale da trovarsi nella condizione perfetta per rispondere con la giusta dose di cattiveria alle aggressioni di Max. Così facendo, ha spinto Max ad alzare ulteriormente l'asticella al terzo tentativo, e lo ha indotto a esagerare e a prodursi in un bloccaggio che gli ha consentito di passarlo già prima di curva 2.L'ottima condotta di Leclerc nel corpo a corpo ha portato Verstappen a sollecitare eccessivamente i suoi freni, già provati dal surriscaldamento prima delle staccate estreme cui è stato costretto Max per stare davanti al rivale. E ha consentito a Charles di allungare dopo la bagarre con il ragazzo con cui si azzuffava in pista già ai tempi dei kart. Tutto merito della fiducia nelle potenzialità di una monoposto che, finalmente, non obbliga Leclerc a strafare, e gli consente di leggere la gara con maggiore razionalità. Lo si è visto anche alla ripartenza dopo il regime di Safety Car causato dall'Alpha Tauri di Pierre Gasly in fiamme a bordo pista. Non solo Leclerc ha giocato la carta dell'elastico - tipica strategia di scuola hamiltoniana - ma ha pure approfittato di un vizietto di Verstappen. Max, per restare il più vicino possibile a Leclerc, si è quasi affiancato al monegasco, all'interno e fuori traiettoria, prima dell'ultima curva. Charles ha reagito con grande prontezza, approfittando della condizione di svantaggio del rivale per prendere lo slancio necessario a mantenere la testa della corsa. In Bahrain, Leclerc ha voluto mandare un messaggio a Verstappen, ricordandogli che può essere aggressivo tanto quanto l'olandese. Ma al piede caldo ha abbinato anche un invidiabile sangue freddo. Charles, questa volta, ha lasciato l'emotività fuori dall'abitacolo. Sfruttando una F1-75 nata sotto una buona stella, Leclerc ha dimostrato di aver superato i suoi limiti di gioventù. Charles è pronto per lottare per il mondiale. E con un Cavallino finalmente tornato rampante, ci sono buone probabilità che lo possa fare.
F1 Abu Dhabi 2021 | Alla fine Verstappen è CAMPIONE DEL MONDO!
Dec 13 2021
F1 Abu Dhabi 2021 | Alla fine Verstappen è CAMPIONE DEL MONDO!
Chi l’avrebbe mai detto, alla vigilia del gran finale di Abu Dhabi, che Nicholas Latifi sarebbe stato l’uomo chiave della sfida mondiale tra Lewis Hamilton e Max Verstappen? Il canadese della Williams, abituato al suo ruolo di onesto mestierante nel canovaccio variegato della F1, è stato catapultato dalla sua tranquilla vita da mediano a una chiassosa, indesiderata ribalta da un impatto con le barriere che lo ha reso il casus belli della vittoria mondiale di Verstappen. A sei giri dal termine, Latifi stava lottando con Mick Schumacher quando è occorso il fattaccio che ha ribaltato un risultato già scritto.Hamilton stava gestendo con agio una gara che sembrava sua, evitando i cordoli e coccolando le sue hard a fine vita per veleggiare verso l’ottavo titolo mondiale e diventare leggenda delle leggende, quando l’incidente di Latifi ha causato la Safety Car che lo avrebbe messo al muro di lì a poco. Ironia della sorte, un episodio che ha visto coinvolto il figlio di Michael Schumacher ha negato a Lewis la possibilità di battere il Kaiser per numero di mondiali vinti, diventando statisticamente il più vincente di sempre. Però il destino c’entra relativamente, in questo complesso intreccio.Vista senza approfondire, pare una sceneggiatura scritta da una penna non esattamente brillante. Il vecchio leone Hamilton, con le hard consunte, si è ritrovato alle calcagna il giovane quanto famelico Verstappen, galvanizzato dall’odore di sangue del suo rivale e dalle performanti soft, che aveva calzato pochi giri prima. Lewis, a quel punto, non aveva scampo. Max lo ha mangiato in un sol boccone, prendendosi tutto: gara, mondiale, lacrime di papà Jos, genitore spesso inclemente con il figlio, forgiato dal fuoco di mille rimproveri nel campione che è finalmente diventato.Max Verstappen ha meritato ampiamente il mondiale, su questo non ci piove. Avrebbe chiuso anche prima la partita, senza il doppio zero di Silverstone e dell’Hungaroring. Max è più veloce di Lewis, che, tuttavia, è più scaltro di lui in pista, vista la grandissima esperienza. A Max manca solo un tassello per diventare la migliore versione di sé stesso. Dovrebbe capire quando alzare il piede, farsi ragioniere se serve, senza difendersi costantemente come se fosse solo in pista. Ciò che lo ha reso campione, paradossalmente, potrebbe limitarlo nei suoi successi futuri. Ma Max e Lewis, splendido vincente e onorevole perdente, sono stati oscurati dall’ennesimo pasticcio della direzione gara.Non è la conclusione del mondiale che si meritavano Max Verstappen e Lewis Hamilton, due veri e propri fuoriclasse. Si sono spesi fino in fondo, sciogliendosi in un abbraccio che vale più di mille parole al termine di una stagione estenuante. Non fosse successo ciò che è andato in scena ieri, staremmo discutendo di questo gesto, delle loro prodezze in pista, di una stagione fatta della materia delle leggende. E invece la F1 ha inquinato uno dei mondiali più belli della sua storia con un finale pasticciato, degno di un libro scritto male. E questo sì che non le fa onore.
F1 Qatar 2021 | Hamilton VINCE, Verstappen CONTIENE i danni
Nov 22 2021
F1 Qatar 2021 | Hamilton VINCE, Verstappen CONTIENE i danni
Più che in stile Far West, la lotta per il mondiale 2021 di Formula 1 è sul genere Middle East, viste le ultime gare della stagione. A prescindere da chi siano il buono, il brutto e il cattivo in Mercedes e Red Bull - lasciamo a voi la scelta - la sensazione è che la sfida mondiale si possa risolvere per un pugno di giri. E non parliamo necessariamente delle ultime tornate della stagione. D'altronde, nell'arco di poche gare l'aria pare cambiata. Il titolo sembrava aver preso la via di Max Verstappen, ma le vittorie di Lewis Hamilton in Brasile e in Qatar hanno ridotto a sole otto lunghezze lo svantaggio del pilota inglese, alla ricerca dell'ottavo titolo mondiale della sua straripante carriera.Dando un'occhiata al layout della pista di Jeddah, teatro del Gran Premio dell'Arabia Saudita il prossimo 5 dicembre, viene da pensare che la Mercedes possa essere assai competitiva su quello che la F1 ha definito il circuito cittadino più veloce del mondo. Se Hamilton dovesse imporsi nella penultima gara stagionale, gli scenari potrebbero essere due: Lewis e Max potrebbero arrivare a pari punti, o Verstappen potrebbe godere di un vantaggio di uno o due lunghezze, a seconda di chi coglierà il giro più veloce in gara.E proprio il punticino per il giro più veloce rischia di avere un'importanza spropositata in un mondiale così combattuto. Non deve stupire, quindi, che in Qatar Verstappen si sia addirittura fermato a due giri dal termine per montare le performanti soft e assicurarsi così, a tutti i costi, il crono più rapido in gara. La Red Bull, così facendo, ha corso un rischio: i meccanici del team di Milton Keynes sono solitamente molto precisi e veloci nelle soste, ma l'imprevisto è sempre dietro l'angolo, soprattutto se la posta in gioco è così alta. A ben vedere, Max aveva già in saccoccia il giro più veloce, ma in Red Bull non hanno voluto lasciare nulla al caso, anche se il ritiro di Valtteri Bottas metteva al riparo da una possibile beffa nelle fasi finali. Addirittura lo stesso Hamilton, pur essendo nella posizione di chi aveva maggiormente da perdere, ha chiesto via radio di fermarsi. Che il giro più veloce stesse diventando sempre più rilevante lo si è intuito con il passare delle gare, quando Mercedes e Red Bull hanno cominciato ad utilizzare le seconde pedine, Bottas e Perez, per strappare il primato in gara alla scuderia avversaria. Ma il fatto che anche i due top driver, Hamilton e Verstappen, si stiano scomodando in prima persona - o comunque scalpitino per farlo, contro il volere del team - dimostra che gli stessi protagonisti sono consapevoli che questo mondiale, al netto di imprevisti vari, potrebbe arrivare fino al termine con i giochi aperti, per entrambi i campionati. Certo, Verstappen in Arabia Saudita avrà a disposizione il suo primo vero match point, ma deve sperare in un ko tecnico di Hamilton, troppo competitivo nelle ultime gare per ritrovarsi fuori dalla zona podio a Jeddah senza qualche colpo di scena. Ma il punticino per il giro più veloce potrebbe addirittura rivelarsi decisivo. Basta immaginarsi uno scenario esplosivo: un contatto tra i due contendenti per il titolo ad Abu Dhabi. Se si ritirassero entrambi, potrebbe bastare un piccolo punto a fare la differenza, o forse anche nessuno, visto che Verstappen, a pari merito, si aggiudicherebbe il titolo per il maggior numero di vittorie conquistate durante la stagione. A quel punto, la direzione gara, che non possiamo definire coerente e decisa nel corso del 2021, avrebbe una bella gatta da pelare. E la scelta di non decidere sull'episodio del Brasile, non mettendo nemmeno sotto investigazione Verstappen, apre il fianco a una potenziale difficoltà nel giudicare futuri contatti. La direzione gara, ormai è evidente, ha il terrore di condizionare il mondiale. Ma scegliendo di non farlo a Interlagos, potrebbe aver preparato il terreno per un gran finale degno della suspense precedente. E allora sì che la lotta potrebbe decidersi per un pugno di giri veloci.
F1 Brasile 2021 | Hamilton VINCE e riapre il MONDIALE
Nov 16 2021
F1 Brasile 2021 | Hamilton VINCE e riapre il MONDIALE
Dedicato a quelli che “Hamilton vince solo perché ha l’auto migliore”. Certo, effettivamente la Mercedes in Brasile era la monoposto da battere, ma l’inglese ha dato l’ennesimo saggio del suo infinito talento, pari solo alla sua smisurata voglia di continuare a vincere: al sabato ha rimontato 15 posizioni in 24 giri e la domenica dopo essere scattato da metà schieramento si è tuffato all’inseguimento di Verstappen. A differenza di altre gare però, stavolta l’inglese sentiva di avere il mezzo per farcela e non ha desistito, nemmeno quando l’avversario lo ha accompagnato fuori pista con una manovra discutibile: ha insistito, si è avvicinato, è rimasto lì, ci ha provato, si è riavvicinato e ci ha riprovato là dove sapeva che non ci sarebbe stata possibilità di replica. Il Mondiale continua a pendere inesorabile verso Verstappen, ma vederli gareggiare insieme è stata un’emozione preziosa per tutti quelli che amano davvero la F1. Anche per questo, voto 10 e lode a Hamilton, campionissimo vero e non solo per il suo palmarès. Per un Hamilton più che mai focalizzato sulla vittoria come unico risultato possibile, in Brasile abbiamo visto un Verstappen forse un po’ più calcolatore: certo quando l’inglese gli è arrivato a tiro non ci ha pensato un momento a tirare la staccata (senza preoccuparsi troppo di riuscire a fare la curva…), ma forse al sabato poteva rendere la vita un po’ più difficile a Bottas. Nel dubbio, voto 8,5: gestisce il vantaggio.A proposito, in Brasile si è rivisto anche il finlandese: bravo a involarsi al comando al sabato, la domenica ha superato Perez grazie al rallentamento generale proprio mentre doveva fare il pit stop. Però pensare di andare a prendere Verstappen era fuori questione. Va bene anche così, voto 7,5, più solido del solito.Quarto Perez, e tutto sommato il risultato ci sta considerando che la Red Bull non era competitiva quanto la Mercedes a Interlagos: bravissimo a replicare su Hamilton in occasione del primo tentativo di sorpasso dell’inglese, la bandiera gialla gli fa perdere un podio che avrebbe anche meritato. Vero è anche, però, che una volta scavalcato da Bottas non ha fatto molto per andare a riprendersi il 3° posto. Voto 7, compitino.Primo degli altri Leclerc, e con l’affidabilità ormai a prova di bomba delle monoposto di F1 moderne questo significa un 5° posto: non proprio un risultato da festeggiare, ma insieme al 6° posto di Sainz consente alla Ferrari di rafforzare il terzo posto in classifica costruttori. I numeri dicono che va bene anche così, certo rispetto a Mercedes e Red Bull i distacchi rimangono abissali. Il monegasco da parte sua al sabato dà l’impressione di faticare di più, poi la domenica si riprende, ma senza mostrare numeri particolari. Del resto quelli davanti a lui erano imprendibili e alle sue spalle non correva grossi rischi. Voto 7, massimo risultato possibile.Ha qualcosa da recriminare invece Sainz, soprattutto per quanto di buono aveva fatto vedere al sabato: certo la partenza della gara di domenica non è delle migliori, ma vale anche per lui quanto detto per il compagno di squadra. Più di così non poteva fare, al di là del duello iniziale proprio con Leclerc. Voto 7, certezza.Un po’ sottotono invece la gara di Gasly, per lo meno considerando il potenziale mostrato sul giro secco: la brutta partenza del sabato compromette poi anche la sua gara di domenica, perché rimontare con un’Alpha Tauri è po’ più difficile che con una Mercedes. Voto 7 comunque, anche perché se non fosse per lui a Faenza avrebbero poco da stare allegri…A punti, nell’ordine, anche Ocon e Alonso, con una Alpine tutt’altro che inguardabile, ma nemmeno particolarmente competitiva: il francese ha disputato un week end regolare, lo spagnolo si è complicato la vita con una brutta partenza al sabato, salvo recuperare la domenica. Voto 7 per entrambi perché con quella monoposto più di così non si può pretendere. Chiude la zona punti Norris, sfortunatissimo nel contatto al via che gli ha di fatto distrutto la gara, oltre alla posteriore sinistra. Peccato perché al sabato aveva dimostrato di potersela giocare con le Ferrari: voto 7 sulla fiducia.Fuori dai punti, voto 4 a Tsunoda, che sembra avere ingranato la retro rispetto ai progressi mostrati nelle ultime gare: lento in qualifica, in affanno nella garetta del sabato, la domenica si infila dove non c’è spazio, Stroll giustamente chiude e volano pezzi di carrozzeria. Ecco, i pezzi di ala erano l’unica cosa che volava in Brasile.
F1 Messico 2021 | SUPER Max VERSTAPPEN in fuga
Nov 9 2021
F1 Messico 2021 | SUPER Max VERSTAPPEN in fuga
Tutto in una curva, poi 71 giri di noia totale. O quasi. Al via Max Verstappen ha saputo sfruttare la scia delle due Mercedes di Bottas ed Hamilton e alla prima curva ha superato entrambi con una manovra decisa all'esterno della piega. Applausi, 10 e lode e fine della gara, perché da quel momento in poi per Hamilton c'è stato solo un mesto e vano inseguimento, mentre per Bottas l'inizio della disfatta.Perché per non dare fastidio ad Hamilton il finnico ha anticipato la frenata, lasciando passare sia Verstappen all'esterno sia Lewis all'interno, solo che ha prestato il fianco a Ricciardo che lo ha centrato mandandolo in testacoda a centro curva. Nel mucchio seguente sono rimasti coinvolti anche Tsunoda e Mick Schumacher, ma nel parapiglia se ne è avvantaggiato Giovinazzi che ha guadagnato 5 posizioni in un colpo solo. Da questo momento la corsa è praticamente finita.Verstappen continuava a guadagnare su Hamilton e Lewis continuava a chiedere dove fosse più veloce, arrivando alla mesta conclusione a metà gara: "Ragazzi, niente da fare questi qui sono molto più veloci di noi, non ce la facciamo". Fine delle trasmissioni. A questo punto, fra il solito svarione del box Alfa Sauber che chiama ai box con 15 giri di anticipo Giovinazzi, mettendolo fuori dai punti (festeggeranno a fine gara con Rakkonen 8 quando potevano avere due macchine in zona punta ma da loro funziona così...), l'attenzione è tutta per l'idolo di casa,Sergio Perez, che conduce la gara pure per qualche giro più che altro per far vedere un messicano in testa al GP del Messico (anzi di Città del Messico, perché la gara era intitolata alla città capitale federale e non allo stato come era consuetudine). Alla fine Perez non ce la farà e Hamilton col secondo posto limita i danni in classifica generale anche se Verstappen, con la vittoria in Messico, porta il vantaggio su Hamilton a quasi una gara: ovvero 19 punti contro i 25 della vittoria del primo posto, escluso il punto in più per il giro veloce (andato a Bottas che però è fuori dalla top 10 e quindi non lo prende) e ad esclusione della gara sprint brasiliana che potrebbe dare qualche consolazione e speranza ad Hamilton. Perché da quello che si è visto in Messico, contro questa Red Bull e contro Verstappen c'è poco da fare e l'espressione di Hamilton dopo il GP fa capire che se ne sia reso conto anche lui e sia pronto al passaggio di consegne.Per la Ferrari una corsa positiva contro la McLaren in classifica generale, ma negativa in quanto a prestazione visto che il duo Leclerc Sainz è sempre rimasto fuori dalla lotta. A un certo punto, via radio, hanno detto a Leclerc di lasciar passare Sainz ma prima di farlo ne ha combinate di ogni. Poi, visto lo svantaggio contro Gasly, bravo e primo degli altri (quarto) con l'Alpha Tauri, Sainz ha ridato la posizione a Leclerc beccandosi anche in giro di distacco. Il quinto posto di Leclerc viene sancito da un distacco di 1 minuto, 21 secondi e 37 millesimi. Che sui 71 giri di gara fa la bellezza di una media di 1,1 secondi al giro. Anche se qualcuno vanta il supermotore, il minuto e passa in gara sarà duro da recuperare in futuro, a meno di miracoli vari. Ma la F.1 è tecnica per cui restiamo in fiduciosa attesa. Fra sette giorni in Brasile, gara sprint, la terza, bocciata dai fans ma apprezzata da Liberty Media. Chissà che sondaggi guardano prima di prendere certe decisioni. Ma questo è un altro discorso...