Di cosa parliamo

Piano P

Come cambia la lingua in un Paese che cambia. Un podcast di Beatrice Cristalli e Luigi Lupo, prodotto da Piano P con il sostegno di N26, la banca per smartphone https://n26.com/it-it/. L'illustrazione della cover è di Bianca Bagnarelli. read less
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Episodes

3. Da Clubhouse a TikTok: il vocabolario dei social
Sep 28 2021
3. Da Clubhouse a TikTok: il vocabolario dei social
Dopo tanto tempo passato a scrollare, mandare emoticon, premere like sotto i post, abbiamo sentito la necessità di tornare a comunicare come si faceva una volta: parlando. Clubhouse, la piattaforma esplosa durante la pandemia, si basa proprio sulla voce e sta influenzando il nostro modo di dialogare, com’è accaduto finora con Facebook, Instagram e Whatsapp. Ma come parliamo quando abbiamo lo smartphone in mano? Senza rendercene conto, ormai da tempo utilizziamo il vocabolario dei social media, che hanno introdotto una terminologia specifica: dal primo Usenet a TikTok, passando per i forum degli Anni 90 e i poke su Facebook, il web condiziona la nostra lingua tanto quanto la nostra lingua, nel web, mostra la sua creatività e la sua flessibilità. Anche se di fatto non possiamo dire che esiste una “lingua della rete”, quando parliamo sui social utilizziamo un e-taliano, cioè un italiano scritto informale, in continua evoluzione, che ha modificato anche il nostro approccio con i consumi, con la pubblicità e con alcuni servizi essenziali, come quelli finanziari.Ne abbiamo parlato con Marta Basso (imprenditrice e co-founder di generation.warriors, fondatrice di uno dei più numerosi gruppi italiani su Clubhouse), Alice Avallone (coordinatrice del College Digital Storytelling della Scuola Holden e ricercatrice in etnografia digitale), Gianluca Diegoli (esperto di marketing digitale ed e-commerce) e Massimo Cotugno (social media e community manager di N26).Questo podcast è prodotto con il sostegno di N26, la banca per lo smartphone https://n26.com/it-it/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
2. Parole fluide: il linguaggio delle identità
Sep 21 2021
2. Parole fluide: il linguaggio delle identità
Il termine cisgender è entrato nel vocabolario Devoto-Oli solo nel 2020, a cinque anni di distanza dal suo inserimento nell’Oxford Dictionary tra le parole nuove. Recuperato il ritardo, indica anche in italiano qualcuno la cui identità di genere corrisponde al sesso biologico. E come queer, gender-fluid, non binary, LGBTQIA+, racconta in che modo, oggi, parliamo di identità e di sessualità: un modo profondamente diverso rispetto solo a pochi anni fa, quando era abituale usare espressioni offensive come “invertiti” o “terzo sesso”, prima dell’avvento di “capovolti” (un termine inventato da Gio Stajano) o “gay” (eco dei moti di Stonewall) e della nascita del Movimento Fuori.L’evoluzione di questi tempi, però, è avvenuta non senza difficoltà e incomprensioni, che nascono dall’incapacità di pensare un mondo privo di confini, "fluido". Un aggettivo che le ultime generazioni, in particolare la Generazione Z, rivendica come proprio, sfidando il significato e i tradizionali vincoli di genere.Ne abbiamo parlato con: Jonathan Bazzi, scrittore, finalista al Premio Strega 2020 con "Febbre"; Vittoria Paglino, regista e documentarista, autrice di un progetto visivo su Instagram che tenta di analizzare il linguaggio intorno ad amore e sesso; e Dario Alì, direttore di Kabul Magazine.Questo podcast è prodotto con il sostegno di N26, la banca per lo smartphone https://n26.com/it-it/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices