Radio Dream On Fly Show

Radio Dream on Fly

Radio Dream On FLy, la radio per gli imprenditori read less
Society & CultureSociety & Culture

Episodes

Pignoramento quote societarie da parte di Agenzia delle Entrate Riscossione
Yesterday
Pignoramento quote societarie da parte di Agenzia delle Entrate Riscossione
Tema: Pignoramento quote societarie da parte di Agenzia delle Entrate RiscossioneBuongiorno Avvocato, oggi trattiamo un argomento che spaventa, e non poco, gli imprenditori: il pignoramento delle quote societarie da parte di Agenzia delle Entrate - Riscossione. Di cosa si tratta?Buongiorno Stefano e bentrovati ai nostri ascoltatori.Agenzia delle Entrate - Riscossione, per recuperare gli importi dovuti dai contribuenti, ha la possibilità di avviare procedure esecutive di diverso tipo. Tra queste ricordiamo quelle che vengono più spesso utilizzate, ovvero il pignoramento dei conti correnti o il pignoramento dei crediti vantati nei confronti di terzi. Tra le procedure esecutive, la legge prevede anche la possibilità di pignorare le quote societarie di un soggetto.L’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdeR), su impulso dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ha avviato una massiccia operazione di recupero dei crediti vantati dall’ente, affidati all’AdeR mediante l’avvio di procedure esecutive.Per assicurare la tempestività e la certezza del recupero, AdeR sta facendo ricorso a modalità operative che, pur essendo previste tra le possibili azioni esperibili come abbiamo detto in precedenza, difficilmente sono state attuate sinora. Un esempio è quello delle procedure volte al pignoramento delle quote societarie possedute dal creditore inadempiente, anche in caso di solidarietà passiva col debito sociale coobbligato, come ulteriore azione volta al recupero delle morosità. Il pignoramento delle quote societarie riveste il carattere di atto esecutivo, che consente all'AdeR di procedere al sequestro delle quote possedute dal debitore all'interno di una società di capitali, come ad esempio una società per azioni o una società a responsabilità limitata.Avvocato ci spiega nel dettaglio come avviene questa procedura?La procedura è quella prevista dal codice di procedura civile e dal dpr 602/1973 (con riferimento all’art. 2471 cc), che disciplinano le modalità di recupero coattivo dei crediti da parte dell'AdeR. In linea generale, il pignoramento delle quote societarie comporta le seguenti fasi:Notifica del pignoramento: l'AdeR notifica al debitore il pignoramento delle quote societarie, informandolo delle quote soggette a sequestro e dei termini per opporsi.Pubblicazione del pignoramento: il pignoramento delle quote societarie viene reso pubblico tramite pubblicazione in apposite banche dati e registri pubblici.Valutazione delle quote: l'AdeR procede alla valutazione delle quote societarie pignorate al fine di determinarne il valore di realizzo.Vendita delle quote: qualora il debitore non adempia, le quote societarie pignorate possono essere vendute all'asta per soddisfare il credito vantato dall'AdeR.Cosa può fare il contribuente che riceve il pignoramento delle quote?È possibile opporsi al pignoramento entro 20 giorni dal ricevimento della notifica tramite una citazione al giudice competente, che può sospendere l’esecuzione se la richiesta del creditore risulti infondata.Se il creditore dopo 90 giorni dalla notifica non ha provveduto a presentare la domanda di vendita della quota, il pignoramento si annulla. Conseguentemente, il tribunale competente chiede la cancellazione del pignoramento e la relativa iscrizione al Registro delle Imprese.Sono queste quindi le tematiche che troviamo sui vostri canali?Si, sui nostri canali troverete il materiale necessario per approfondire tutto quello che un Imprenditore deve sapere su:Crisi Fiscale d'ImpresaEconomia e AttualitàRipresa della RiscossioneRilancio della propria aziendaGestione del Debito Fiscale e con i FornitoriLa diretta potrà essere seguita sulle piattaforme streaming di Youtube, Facebook e Linkedin.O in alternativa sempre in diretta su BFC Forbes.
Gli atti esclusi dal contraddittorio preventivo
May 10 2024
Gli atti esclusi dal contraddittorio preventivo
Gli atti esclusi dal contraddittorio preventivoBuongiorno Avvocato, il Decreto MEF del 24.04.2024 contiene l’elenco degli atti emessi dal Fisco esclusi dal confronto con il contribuente, quali sono?Buongiorno e bentrovati ai nostri ascoltatori.In Gazzetta Ufficiale, il 30 aprile 2024 è stato pubblicato il Decreto MEF n. 100 che individua gli atti per i quali  non  sussiste  il  diritto  al contraddittorio ai sensi dell'articolo 6-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 come modificato dalla Riforma Fiscale e in particolare dal Dlgs n 219/2024 sul contraddittorio preventivo obbligatorio in vigore dal 18 gennaio scorso.Con l'art 1 del Decreto del 24 aprile si individuano, in fase di prima applicazione dell'art. 6-bis  della  legge  27  luglio  2000, n.  212, gli atti automatizzati, sostanzialmente automatizzati, di pronta liquidazione e di controllo formale delle dichiarazioni, autonomamente impugnabili ai sensi dell'art. 19 del decreto legislativo 31  dicembre  1992,  n. 546,  che  non sono preceduti  dal  contraddittorio  informato ed effettivo.Restano ferme, in ogni caso, le altre forme di  contraddittorio, di interlocuzione preventiva e di partecipazione del contribuente  al procedimento amministrativo, previste dall'ordinamento tributario.L’elenco prevede una serie di atti che sostanzialmente possono essere divisi in due gruppi, nel primo gruppo quali ci sono?Con l'art 2 del Decreto in oggetto si  considera automatizzato e sostanzialmente automatizzato ogni atto emesso dall'amministrazione finanziaria  riguardante  esclusivamente  violazioni  rilevate dall'incrocio  di  elementi   contenuti in  banche dati  nella disponibilità della stessa amministrazione.Conseguentemente, sono esclusi dall'obbligo di contraddittorio, di cui all'art. 6-bis  della legge 27 luglio 2000, n. 212, i seguenti atti:a) i ruoli e le cartelle di  pagamento,  gli  atti  di  cui  agli articoli 50, comma 2, 77  e  86  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica  29  settembre  1973,  n.  602,  ogni  altro  atto  emesso dall'Agenzia delle entrate-Riscossione ai  fini  del recupero  delle somme ad essa affidate;b) gli accertamenti parziali di  cui  agli  articoli  41-bis  del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600  e 54, quinto comma, del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  26 ottobre 1972, n. 633 e gli atti di recupero di cui  all'art.  38-bis del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n. 600, predisposti esclusivamente sulla base dell'incrocio di dati;c) gli atti di  intimazione  autonomi  di  cui  all'art.  29  del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonche' gli atti  di  intimazione emessi per decadenza dalla rateazione;d) gli atti di accertamento per omesso, insufficiente  o  tardivo versamento  dei  seguenti  tributi  e  irrogazione  delle relative sanzioni:tasse  automobilistiche  erariali  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39;addizionale erariale  della  tassa  automobilistica  di  cui all'art. 23, comma 21,  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111;tasse  sulle  concessioni  governative  per  l'impiego   di apparecchiature  terminali  per  il  servizio  radiomobile   pubblico terrestre di comunicazione, di cui all'art. 21 della tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641;imposta parametrata al  numero  di  grammi  di  biossido  di carbonio emessi per chilometro dai veicoli, di cui all'art. 1,  commi da 1042 a 1047, della legge 30 dicembre 2018, n. 145;e) gli accertamenti catastali per l'iscrizione e la cancellazione delle annotazioni di riserva  alle  intestazioni  catastali, f) gli avvisi di liquidazione per  decadenza  delle  agevolazioni fiscali, ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali;g) gli avvisi di  liquidazione  per  recupero  delle  imposte  di registro, ipotecarie e catastali a  seguito  di  rettifica,h) gli avvisi di pagamento per omesso,  insufficiente  o  tardivo versamento dell'accisa o dell'imposta di consumo dovuta  sulla  base delle dichiarazioni, dei dati relativi alle contabilita' nonche'  dei documenti  di  accompagnamento della  circolazione,  presentati  dai soggetti obbligati  ai  sensi  del  testo  unico  delle  disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui  consumi  e relative  sanzioni  penali  e  amministrative,  di  cui  al   decreto legislativo 26 ottobre  1995,  n.  504  e  delle  relative  norme  di applicazione;i) gli avvisi di pagamento per indebita compensazione di  crediti di accisa ovvero per omesso, insufficiente o tardivo  versamento  di somme e di diritti dovuti  alle  prescritte  scadenze  ai  sensi  del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 e delle relative norme di applicazione.           Mentre nel secondo gruppo quali atti troviamo?Ai sensi dell'art 3 sono esclusi anche gli atti di pronta liquidazione.Si  considera  di pronta liquidazione ogni  atto  emesso dall'amministrazione  finanziaria  a seguito di controlli effettuati sulla base dei dati e degli  elementi direttamente   desumibili   dalle   dichiarazioni   presentate    dai contribuenti e dai dati in possesso  della  stessa  amministrazione; conseguentemente, sono esclusi dall'obbligo  di  contraddittorio,  di cui all'art. 6-bis della legge 27 luglio 2000,  n.  212,  i  seguenti atti:a) le comunicazioni degli esiti del  controllo  di  cui  all'art. 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, anche relativamente alla liquidazione dell'imposta dovuta sui redditi soggetti a tassazione separata, di cui all'art. 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311;b) le  comunicazioni  degli  esiti  dei  controlli  di  cui  agli articoli 54-bis, 54-ter e 54-quater del decreto del Presidente  della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;c)  gli  avvisi  di   liquidazione   dell'imposta,   nonche'   di irrogazione delle sanzioni, per i casi  di  omesso,  insufficiente  o tardivo versamento, omessa  o  tardiva  registrazione  degli  atti  e tardiva presentazione  delle  relative  dichiarazioni,  dei  seguenti tributi:imposta di registro di cui al decreto del  Presidente  della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131;imposte ipotecaria e catastale e tasse ipotecarie di cui  al decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 347;imposta sulle successioni e  donazioni  di  cui  al  decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346; imposta sui premi delle assicurazioni di cui alla  legge  29 ottobre 1961, n. 1216;imposta sostitutiva sui finanziamenti di  cui  all'art.  20, comma 5, del decreto del Presidente  della  Repubblica  29  settembre 1973, n. 601;imposta di bollo di cui  al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642;tributi  speciali  di  cui  alla  tabella  A,  allegata  al decreto-legge 31 luglio 1954, n. 533, convertito, con  modificazioni, dalla legge 26 settembre 1954, n. 869.d) gli inviti al pagamento del contributo unificato e irrogazione delle  sanzioni  per  i  casi  di  omesso,  insufficiente  o  tardivo versamento di cui all'art.  248  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.Sono queste quindi le tematiche approfondite sui vostri canali?Assolutamente si. Sui nostri canali troverete materiale per approfondire tutto quello che un Imprenditore deve sapere su:Crisi Fiscale d'ImpresaEconomia e AttualitàRipresa della RiscossioneRilancio della propria aziendaGestione del Debito Fiscale e con i FornitoriVi invitiamo a visitare le piattaforme streaming di Youtube, Facebook e Linkedin.O in alternativa sempre in diretta su BFC Forbes.
Accertamento fiscale: le novità al via dal 30 aprile
May 3 2024
Accertamento fiscale: le novità al via dal 30 aprile
Tema: Accertamento fiscale: le novità al via dal 30 aprile1) Buongiorno Avvocato, ci sono delle novità relative all’accertamento fiscale a partire dal 30 aprile appena trascorso, di cosa si tratta?Buongiorno Stefano e bentrovati ai nostri ascoltatori.Dal 30 aprile stiamo assistendo a un nuovo approccio nelle procedure di accertamento, ovvero: schema di atto, fattispecie incluse per la prima volta nell’accertamento con adesione e più ampie possibilità di definizione delle potenziali contestazioni. Questo, in estrema sintesi, quello che il 30 aprile rappresenta nell’ambito del rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti con la contemporanea entrata in vigore delle norme in materia di contraddittorio preventivo ed accertamento con adesione. Ovviamente ricordiamo che siamo in attesa del completamento del sistema di definizione delle liti attraverso l’emanazione definitiva del decreto di riforma sulle sanzioni tributarie, che, in concreto, offriranno ulteriori ed innovative possibilità di chiusura delle possibili contestazioni tributarie.2) Qual è il filo conduttore della riforma del sistema fiscale?La riforma del sistema fiscale si fonda, in concreto, su due aspetti che sono congiuntamente finalizzati ad evitare il più possibile l’avvio di una controversia devoluta al giudice. Il primo aspetto è quello che verrà vagliato operativamente nei prossimi mesi ed è legato alla attuazione del concordato preventivo biennale che, in linea di principio, dovrebbe garantire una predeterminazione della pretesa tributaria per un biennio.Il secondo aspetto è rappresentato dalla contemporanea introduzione ed attuazione del principio del contraddittorio preventivo disciplinato dall’articolo 6 bis della legge n. 212 del 2000 in relazione agli atti che saranno emessi da oggi.Atti in relazione ai quali, contemporaneamente, entra in vigore il nuovo percorso di accertamento con adesione per effetto della riforma del dlgs 218 del 1997.3) Ma vediamo nel dettaglio i tratti salienti che in buona sostanza sono 3, partendo dal primo: il tempo.Prima di emanare un atto impositivo per il quale è necessario effettuare una valutazione di merito e che, dunque, non prevede esclusivamente un confronto od una liquidazione matematica sulla base di dati già in possesso dell’amministrazione finanziaria, quest’ultima deve informare il contribuente tramite lo schema di atto. Naturalmente, nel momento in cui si tratta dei potenziali avvisi di accertamento o di rettifica il contenuto dello schema di atto ricalcherà quelli che sono stati, sino a ieri, i principi contenuti negli articoli da 5 a 5 ter del dlgs 218 del 1997 : la rappresentazione cioè di quella che l’amministrazione finanziaria riterrà essere la corretta pretesa impositiva. Rispetto alla quale, al contribuente verrà data di fatto una doppia possibilità e cioè presentare le proprie controdeduzioni con almeno 60 giorni di tempo dalla notifica del suddetto schema ovvero avviare, sin da subito, la fase di accertamento con adesione. Fermo restando che, nell’ottica della riforma dell’accertamento con adesione, anche nel primo caso (cioè quello di presentazione delle controdeduzioni), potrà comunque essere avviata, proprio sulla base del contenuto delle osservazioni del contribuente, la fase di accertamento con adesione.4) Secondo tratto saliente della riforma: le fattispecie inserite che prima erano state escluse.L’elemento di maggiore innovazione nel rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuenti può essere riassunto da un lato nella possibilità che, in un qualunque momento del confronto, si possa addivenire alla definizione della pretesa in itinere e rappresentata dallo schema di atto e, dall’altro, nella circostanza che nella lettura congiunta delle disposizioni di riforma entrano nell’ambito di applicazione dell’adesione fattispecie prima escluse.Si pensi, ad esempio, alle contestazioni in materia di sanzioni ovvero agli atti di recupero dei crediti di imposta. Questa ultima fattispecie, in particolare, da oggi sarà pienamente veicolata nell’ambito delle nuove disposizioni di cui all’articolo 38 bis del dpr n. 600 del 1973. Un quadro, dunque, che in sintesi si può riassumere in tre momenti, di fatto contemporaneamente operativi da oggi:passaggio necessario attraverso lo schema di atto laddove la potenziale contestazione comporti, comunque, un aspetto valutativo e non meramente “matematico”;ampliamento della fase di adesione che potrà intervenire anche laddove, inizialmente, non sia stata richiesta;nuove fattispecie sostanziali incluse nella predetta fase quali, ad esempio, le contestazioni in merito al recupero di crediti di imposta.5) Concludiamo con il terzo tratto saliente: più opzioni di definizione.Dal 30 aprile saranno a disposizione maggiori opzioni per la definizione immediata di eventuali contestazioni senza nemmeno attendere la notifica dello schema di atto. Naturalmente, in questa prima fase si dovrà tenere conto che gli schemi di atto riguarderanno annualità ancora accertabili e che avranno, come base di riferimento per le sanzioni, norme che saranno poi superate dalla riforma del sistema sanzionatorio. Sono queste quindi le tematiche che approfondirete nella prossima puntata del TaxShowLive?Si, vi aspettiamo alla prossima puntata dell’08.05.2024E' un appuntamento per approfondire tutto quello che un Imprenditore deve sapere su:Crisi Fiscale d'ImpresaEconomia e AttualitàRipresa della RiscossioneRilancio della propria aziendaGestione del Debito Fiscale e con i FornitoriLa diretta potrà essere seguita sulle piattaforme streaming di Youtube, Facebook e Linkedin.O in alternativa sempre in diretta su BFC Forbes.